Cade aggravante mafiosa per Graziano. Di Maio l’aveva già condannato

Politica e Giustizia
stefano graziano

Per il deputato del Pd rimane l’accusa di voto di scambio ma i suoi legali confidano in una soluzione positiva. Solo alcuni giorni fa i consiglieri del M5S abbandonarono l’Aula quando lui entrò

Per il consigliere regionale Pd della Campania Stefano Graziano gli inquirenti della Dda di Napoli hanno chiesto l’archiviazione dell’accusa di concorso esterno in associazione camorristica. A rendere noto il fatto gli avvocati Michele Cerabona e Antonio Villani che assistono l’esponente politico. I penalisti ricordano “che il loro assistito appena apprese la notizia dell’esistenza di un procedimento a suo carico per concorso esterno in associazione camorristica si mise a disposizione della Procura della Repubblica di Napoli presentandosi spontaneamente e chiedendo di essere interrogato. La Direzione distrettuale Antimafia di Napoli ha svolto in tempi brevi le indagini di sua competenza ed ha deciso di avanzare una richiesta di archiviazione al gip per il reato”. Restano in piedi, per il momento, le accuse di voto di scambio ma i legali di Graziano confidano che l’intera vicenda possa chiudersi positivamente ed al più presto.

L’indagine a carico di Stefano Graziano aveva fatto molto rumore e provocato la reazione feroce e indignata di buona parte dell’opposizione regionale e nazionale. Il Movimento 5 Stelle, in particolare, cavalcò la vicenda a fini propagandistici ed elettorali e il nome del deputato del Pd finì nella ormai mitologica ‘piovra’ di Alessandro Di Battista.

Luigi Di Maio, con un post su Facebook aveva condannato senza riserve Graziano “che prendeva voti dal clan dei Casalesi”

Solo alcuni giorni fa, Graziano (che ne frattempo si era autosospeso da presidente del Consiglio regionale campano) era tornato in Aula, dopo tre mesi di assenza. Un fatto ritenuto inaccettabile dai consiglieri del Movimento 5 Stelle che abbandonarono indignati i banchi del Consiglio al grido “noi non stiamo con la camorra”. Una decisione che provocò la reazione amara del diretto interessato: “Di  fronte a quanto accaduto oggi in aula non posso non ribadire che nel nostro paese si è innocenti fino al terzo grado di giudizio”.

Parole che oggi trovano un senso compiuto. “Accogliamo in modo molto positivo la notizia della decadenza dell’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per l’ex presidente del Pd campano Stefano Graziano. Restano purtroppo in campo per Graziano altre ipotesi di reato, per le quali attenderemo con pazienza e fiducia l’esito del lavoro della magistratura”. Lo dice il senatore Franco Mirabelli, capogruppo del Pd in Commissione Antimafia. “Questo episodio, tuttavia – aggiunge Mirabelli – dovrebbe far riflettere i tanti che per settimane hanno dato per scontato il legame di Graziano con la camorra sulla necessità di sospendere il giudizio politico almeno fino alle conclusione delle indagini, per evitare condanne mediatiche premature e gravi”.

Vedi anche

Altri articoli