Buon Compleanno John Lennon: cinque brani indimenticabili

Musica
epa04958798 Two silkscreen prints titled 'John Lennon (digital)' by US artist Scott Davis are displayed in the exhibition John Lennon - Imagine. Musiker, Poet, Zeichner, Aktivist (lit. John Lennon - imagine. Musician, poet, draughtsman, activist), at the Ernst Barlach Museum in Wedel, Germany, 01 October 2015. The exhibition opens on 03 October  EPA/GEORG WENDT ATTENTION EDITORS: FOR EDITORIAL USE ONLY IN CONNECTION WITH CURRENT REPORTING ABOUT THE AFOREMENTIONED EXHIBITION

Settantacinque anni fa nasceva il mito della musica John Lennon, che con I Beatles ha fatto la storia della musica

Settantacinque anni fa nasceva il più grande genio nella storia della musica leggera, lo ricordiamo con cinque brani memorabili. Come rileva Ian McDonald nel suo libro sui Beatles, c’è una fase nella loro incredibile parabola, un vertice luminoso e assoluto, durante il quale vengono investiti di una specie di potere messianico. Lo scrittore fa riferimento al periodo immediatamente successivo all’uscita dell’album “Sgt Pepper“. Tutto quello che gli succede intorno, tutto quello che dicono o fanno, ha il potere di svelare la realtà ad un livello più profondo, quasi magico. In quel momento i Beatles non sono solo una pop band, ma i depositari, nel mondo Occidentale, della capacità di prevedere e di indirizzare il futuro.

Quest’aura mitologica circonda John Lennon lungo tutta la sua storia. Più l’uomo si mette a nudo più alimenta un potenziale destabilizzante, che affascina e allo stesso tempo terrorizza i suoi contemporanei; lo osteggiano con roghi di dischi i cattolici dopo la sua famosa dichiarazione “I Beatles sono più famosi di Gesù Cristo“, lo temono gli USA, più volte sul punto di cacciarlo dal proprio territorio, lo odia, alla fine dell’avventura dei Beatles, perfino Paul McCartney (ricambiato). Ma questo non è che uno degli aspetti collaterali dell’enorme potere di Lennon; un artista capace di mettere in questione lo status quo semplicemente esistendo: ontologicamente proiettato in avanti nello spazio e nel tempo.

Si pensi ad uno dei suoi contributi più avveniristici nel repertorio dei Beatles: “Tomorrow Never Knows”. Certamente c’è anche lo zampino di Paul (che costruisce alcuni loop) ma è a tutti gli effetti un pezzo “lennoniano”. La tecnica con cui è arrangiato, quella dei tape loops, e altre trovate estemporanee nell’utilizzo dello studio di registrazione, lo rendono un brano che sembra provenire dal futuro. Ascoltatelo e poi mettete su “Let Forever Be” dei Cheimical Brothers: formalmente identico, attualissimo trentuno anni dopo, nel 1999.

Ma qui vogliamo celebrare la figura di Lennon attraverso cinque suoi capolavori post Beatles. Brani immortali anche senza pionieristiche trovate di arrangiamento, che ci restituiscono un Lennon essenziale, alle prese con una chitarra acustica e un pianoforte. Come in questa scarna e bellissima “Love“, tratta dal suo primo disco solista “John Lennon/Plastic Ono Band” del 1970.

 

Jealous Guy“, uno dei brani più famosi dell’ex Beatles, segue il percorso di questo graduale svelarsi dell’uomo Lennon. Composta nel periodo psichedelico dei Fab Four e piena di suggestioni trascendentali, il brano rimane inutilizzato fino al 1971 quando viene ripreso nel disco solista “Imagine”. A quel punto è una canzone in cui Lennon parla di sé stesso senza filtri, affidandosi ad una melodia mozzafiato.

 

“Instant Karma” è un inno che non appare in alcun album e che vede la partecipazione di George Harrison alla chitarra. La capacità di modulare la voce, passando da un cantato più introspettivo a parti molto energiche, unita al classico riverbero a la Lennon, hanno definito uno standard di riferimento nella voce “pop/rock” che resiste negli anni.

 

“Mind Games”. Brano scritto per l’album “Let it be” dei Beatles ma poi custodito gelosamente da Lennon e realizzato solo nel 1973 come unico singolo del suo quarto album. Contiene la celebre frase “love is the answer“, specchio del pacifismo militante del nostro, estrema conseguenza di un approccio che rifiutava la realtà contrapponendole una continua mitopoiesi sotto forma di costruzione utopica.

“Woman”. Versione aggiornata del brano “Girl”, incluso in “Rubber Soul” dei Beatles. La ragazza di cui parla Lennon non fa praticamente in tempo a diventare donna che l’8 Dicembre del 1980 s’interrompe bruscamente la sua storia. Il pezzo è il primo singolo postumo del cantante, che da quel momento entra ufficialmente nel pantheon delle divinità musicali. Lascia un’eredità così significativa da indurre la NASA a inviare nelle profondità spaziali un suo brano, “Across the Universe”, nella speranza che, a 431 anni luce di distanza, qualche forma di vita aliena possa ascoltarlo.

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