Bufera sul ‘moderato’ Rosso: “Scelgo Appendino, come gli stalinisti contro i nazisti”

Amministrative
I candidati sindaco di Torino Roberto Rosso (S), Chiara Appendino e Marco Rizzo durante il convegno "Le verità sul sistema Torino clientele e vizi della sinistra e della destra in città", Torino, 02 marzo 2016.
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Bizzarra indicazione di voto dell’ex candidato di Torino sostenuto da Udc e Ncd in favore del M5S, “che non è il bene, ma Fassino è un male maggiore”. Napoli (FI): “Il caldo dà alla testa”

Indicazione a sorpresa dell’ex candidato a sindaco di Torino di Conservatori e riformisti (il gruppo capitanato da Raffaele Fitto), sostenuto da Udc-Ncd e altre civiche di centrodestra. Roberto Rosso, che al primo turno ha raggiunto il 5%, fermandosi poco sotto le 20mila preferenze, ha spiegato che al ballottaggio del 19 giugno voterà per Chiara Appendino: “Tra un male minore e un male maggiore si deve combattere il male minore – è stata la spiegazione di Rosso -. È un po’ come nella seconda guerra mondiale, quando si è dovuto scegliere tra stalinisti e nazisti“.

Parole non certo benevole nei confronti del M5S (“che non è il bene, il bene siamo noi, il centrodestra”) ma rivolte soprattutto a creare un fronte contro la riconferma di Piero Fassino, definito “il male peggiore per la città”.

Appendino si dice “pronta a raccogliere quella voglia di cambiamento espressa da Roberto Rosso”, mentre il sindaco uscente è rimasto freddo: “Ognuno è libero di fare le proprie scelte. Io continuo a rivolgermi a tutti gli elettori e continuo a presentarmi con le mie idee e le mie proposte concrete che investono la vita della città”.

Ma a stigmatizzare le parole di Rosso è stato anche un altro candidato del centrodestra a sindaco nel primo turno, Osvaldo Napoli: “Tutto si può dire – ha affermato l’esponente di FI – ma l’idea di paragonare la signora Appendino a Stalin e il sindaco uscente Fassino a Hitler è qualcosa che va sopra e oltre ogni logica del buon senso. Diciamo che il caldo gioca brutti scherzi e qualche volta l’intelletto se ne va in vacanza“. Napoli, dal canto suo, non ha dato indicazioni di voto per il ballottaggio, ma ha indicato come “vincolante” il tema della linea Tav. Conoscendo la posizione favorevole di Fassino, si è rivolto invece alla candidata del M5S per chiedere “se esclude in modo incontrovertibile la presenza nella sua lista di candidati provenienti o in qualsiasi modo legati ai centri sociali”, sostenitori del movimento NoTav.

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