Bud Spencer, romani in coda alla camera ardente

Cinema
Un momento della camera ardente di Carlo Pedersoli in arte Bud Spencer nella sala della Protomoteca al Campidoglio, Roma, 29 giugno 2016. 
ANSA/GIORGIO ONORATI

La sala della della Protomoteca in Campidoglio è stata aperta mezz’ora prima:

E’ stata aperta in anticipo, alle 9.30, la camera ardente di Bud Spencer, alias Carlo Pedersoli, nella sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma, fuori una folla silenziosa di gente comune attende in fila per entrare e porgere l’ultimo saluto al popolare attore, scomparso il 27 giugno a 86 anni in seguito a una caduta. Ortensie bianche e azzurre sono poste ai lati del feretro, ai piedi del quale è adagiata, tra le altre, una corona della Regione Lazio.

L’omaggio istituzionale è stato disposto ieri dal sindaco Virginia Raggi in accordo con la famiglia Pedersoli. Ad accogliere e parlare con tutti c’è il figlio Giuseppe.

Bud Spencer per tutti era il gigante buono che menava sganassoni sempre in coppia con l’amico Terence Hill è stato grande protagonista degli spaghetti western degli anni ’70, quelli che hanno conquistato generazioni di ragazzini innamorati dei due scanzonati protagonisti di Lo chiamavano Trinità.

Ma Carlo Pedersoli, classe 1929 è stato in realtà protagonista di una carriera lunga e poliedrica nella quale, accanto ai film più popolari, c’è stato spazio per il thriller (diretto da Dario Argento in Quattro mosche di velluto grigio), per il cinema d’autore con Ermanno Olmi e persino per il dramma di denuncia civile con Torino nera di Carlo Lizzani.

Dopo l’onda della commozione che ha invaso il web, oggi i fan e il pubblico hanno scelto di salutare l’attore essendo presenti e scrivendo frasi sui registri delle presenze posti all’ingresso e all’uscita della sala della Protomoteca.

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