L’Europa tenta una risposta. Oggi riunione straordinaria

Terrorismo
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Scoperta l’identità di 3 dei 4 attentatori: in fuga il quarto uomo non ancora identificat

Oggi a Bruxelles riunione straordinaria del Consiglio dei ministri dell’Interno europei. All’ordine del giorno, l’applicazione delle norme europee sull’antiterrorismo. Con la Ue che oggi punta il dito contro i governi che hanno “un gap di fiducia” e non fanno passi avanti. Un esortazione che arriva anche dall’amministrazione Obama che ha chiesto all’Europa di aumentare i suoi sforzi per combattere il terrorismo e l’Isis, con il Pentagono che non ha usato mezze misure: l’Unione europea deve fare di più.

Intanto sono stati identificati tutti e tre i kamikaze che si sono fatti esplodere all’aeroporto di Bruxelles e nella metropolitana. In un primo momento sono stati identificati i fratelli El Bakraoui: Ibrahim, che si è fatto esplodere all’aeroporto Zaventem, e Khalid che invece si è ucciso nella metropolitana. La polizia ha identificato nel terzo uomo, secondo kamikaze dell’aeroporto, Najim Laachraoui, già ricercato per gli attentati a Parigi. Un quarto uomo invece è in fuga. Inoltre il presidente turco Erdogan ha dichiarato che Ibrahim El Bakraoui “in giugno era stato arrestato in Turchia e poi deportato in Belgio ma le autorità belghe lo avevano rilasciato poco dopo. Non aveva legami col terrorismo”. Una notizia smentita dal ministro della Giustizia belga, Koen Geens: “Non fu estradato dalla Turchia al Belgio ma verso i Paesi Bassi”. Tra i particolari emersi dell’attentato anche i dettagli sul covo di Schaerbeek, dove martedì in serata è stato effettuato una perquisizione. Lì è stata scoperta una bomba a chiodi pronta all’uso testamento in un audio su un computer buttato in un cassonetto della spazzatura. Ibrahim El Bakraoui racconta di essere ricercato dappertutto, e appare preoccupato di poter essere catturato dalle forze dell’ordine. “Non voglio ritrovarmi in una cella vicina a lui”, scrive Ibrahim. E lui è molto probabilmente è Salah Abdeslam.

Intanto risulta che potrebbe esserci una vittima italiana tra i morti degli attentati di Bruxelles. La Farnesina rende noto che le verifiche sono ancora in corso e l’ambasciata italiana in Belgio è in contatto con la famiglia per l’assistenza relativa alle procedure di identificazione

Le falle sulla sicurezza sono tante e sul piatto del vertice ci sarà soprattutto questo. Tanto che il presidente della Commissione Jean Claude Juncker, in conferenza stampa col premier francese Manuel Valls, ricorda come “la cooperazione tra i nostri servizi segreti era già stata decisa nel 1999″ e “ribadita nel 2001″ dopo l’11 settembre. “Ma ancora non si fa, per ragioni che mi sfuggono, anche se è evidente che la nostra conoscenza degli altri paesi è imperfetta e questo vale per i paesi dell’Africa del Nord ed i loro vicini”.

“Nessuno di noi deve essere geloso delle proprie informazioni”, ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano. D’altronde l’Italia è sempre stata favorevole allo scambio di informazioni. Le resistenze storiche sono venute da Londra e Parigi, da dove arrivano ora solo piccole aperture da Valls e Cameron. Che invece serva una “struttura condivisa” della sicurezza nella Ue, qualcosa che assomigli ad un Fbi europeo, è tornato a ribadirlo anche Matteo Renzi. “Occorre stringere sui meccanismi di intelligence tra i paesi europei e non solo, valorizzare Europol, lavorare su una struttura condivisa”, ha detto il premier aprendo l’incontro con i capigruppo di maggioranza e opposizione a Palazzo Chigi.

 

Insomma sono le falle nella sicurezza e nell’intelligence belga ed europea, messe a nudo dagli attentati all’aeroporto e nella metro di Bruxelles, la prima preoccupazione tanto nei palazzi della Ue quanto nelle cancellerie di tutta Europa.

 

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