Brexit ed Erasmus+: cosa cambia per gli studenti?

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Dopo il referendum c’è grande preoccupazione per il programma di studio europeo, ma il direttore dell’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire assicura: “L’allarme è ingiustificato”

Nessun automatismo tra Brexit e programma Erasmus+. Ad assicurarlo è il direttore dell’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire, Flaminio Galli, secondo il quale in tema di mobilità, l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea non ci saranno drastici cambiamenti in futuro. Nonostante la vittoria del Leave, al referendum dello scorso 23 giugno sono stati tantissimi i giovani sotto i 25 anni a esprimersi per la permanenza del Regno Unito nell’Unione europea che ora si dicono preoccupati, insieme ai loro coetanei del resto d’Europa per una possibile fine della cooperazione culturale tra il Regno Unito e l’UnioneL’allarme, però, “è ingiustificato”, ha commentato Galli.

Intanto, non ci sarà alcuna sospensione delle attività in corso che “procederanno regolarmente fino alla scadenza prevista originariamente. Per gli anni a venire – prosegue Galli – dobbiamo essere fiduciosi perché Erasmus+ è un programma flessibile e articolato, non circoscritto ai soli paesi Ue“.

Infatti, fanno ormai parte del progetto Erasmus+ anche Paesi che non rientrano tra i 28 Paesi membri: tra questi, ad esempio la Norvegia, l’Islanda, il Liechtenstein, la Turchia, la Macedonia (questi ultimi due candidati a entrare nell’Unione). E nel giro di un paio di anni, probabilmente anche la Gran Bretagna.

E nulla esclude che in futuro l’Europa e il Regno Unito continuino a portare avanti i progetti di cooperazione come l’Erasmus: “A livello politico – ha detto Galli – siamo molto fiduciosi che il Regno Unito e la Commissione trovino una strada per far sì che la mobilità di studenti e docenti e la cooperazione transnazionale continuino a essere un’opportunità concreta per l’Europa e per lo stesso Regno Unito”.

Regno Unito e progetto Erasmus+: i numeri

Il Regno Unito è da sempre uno dei Paesi più richiesti nelle domande per il progetto Erasmus e per la mobilità dei docenti e dello staff tecnico-amministrativo: nell’anno accademico 2014-2015 l’isola risulta al quarto posto dopo Spagna, Francia e Germania.

Il Paese sale al secondo posto, subito dopo la Spagna, osservando i dati sulle richieste di tirocinio nelle aziende europee: le aziende britanniche hanno ospitato 1.303 tirocinanti.

Dal 2007 al 2015 la presenza degli studenti italiani nel Regno Unito con il programma Erasmus+ è cresciuta dell’80%, con un incremento medio annuo dell’11%. Nel 2015 i nostri studenti in Gran Bretagna hanno toccato quota 2695 (nel 2007 erano stati quasi 1500).

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