Brexit, dall’oro al mattone: ecco un vademecum per i risparmiatori

Brexit
Oro

La prima regola è distribuire in modo bilanciato il rischio

Chi investe deve evitare di farsi prendere da eccessi di panico anche perché le crisi, come quella innescata dalla Brexit nelle ultime ore, non sono purtroppo mancate negli ultimi anni. Il copione è sempre più o meno lo stesso. E’ stato così con le Torri Gemelle, Lehman e ancora più di recente con la Grecia.

Per cui la prima regola, quella che vale sempre, è distribuire in modo bilanciato il rischio. Gli esperti suggeriscono un abile mix e si dovrebbe star tranquilli. Certo bisogna guardare al lungo periodo ma, soprattutto, non avere fretta di vendere.

Oro come bene rifugio per eccellenza. E’ ai massimi da 8 anni per cui l’oro da sempre considerato l’investimento con la ‘I’ maiuscola e ancor più da tenere nella giusta considerazione. Una corsa probabilmente destinata a non fermarsi qui dopo l’esito del referendum nel Regno Unito. Valeva mille dollari l’oncia ad inizio anno. E’ arrivato a superare i 1.300. Non è un caso che una ‘vecchia volpe’ come George Soros abbia ridotto nel primo trimestre, i propri investimenti nei titoli azionari americani (tagliandoli del 37% a 3,5 miliardi di dollari) per passare al bene rifugio per eccellenza. Il filantropo di Wall Street ha messo le mani sul maggior produttore al mondo di ora, la Barrick Gold prendendo una quota da 264 milioni di dollari.

Sterlina sotto choc
La prima vittima del caos post Brexit è la sterlina. Nel venerdì nero dei mercati europei la moneta inglese è finta al tappeto tracollando a 1,35. Gli analisti scommettono che il peggio non sia finito. Per questo una buona strada, se si guarda alle valute, potrebbe essere quella di puntare sul dollaro destinato probabilmente ad apprezzarsi. Un rischio più che un’opportunità per gli Stati Uniti che vedrebbero calare la domanda sull’export, andando a indebolire una ripresa già fragile. Altra moneta forte è lo yen tanto che, in scia al referendum inglese, il ministero delle Finanze giapponese si è detto pronto a rispondere in maniera adeguata per arginare la volatilità sui mercati valutari.

Il mattone a Londra è meno caro
L’indebolimento del mercato sarà soprattutto per l’uso uffici. Londra e la sua City sono da sempre cuore finanziario non solo europeo. Nel Regno Unito, secondo Scenari Immobiliari, potrebbero aumentare gli investimenti opportunistici a breve termine complice il deprezzamento della Sterlina con il conseguente calo dei prezzi e la minore concorrenza tra investitori. Dell’eventuale spostamento delle sedi delle società europee ne beneficerebbero Parigi, Francoforte, Madrid e Milano. Sul fronte del residenziale è più difficile anticipare gli effetti anche per una serie di variabili, come i tassi sui mutui. Anche in questo caso chi può  investire in residenziale di lusso può guardare, in alternativa a Londra, a Parigi, Berlino, Madrid e anche a Roma.

Titoli di Stato, fondi e azioni
“Gli asset difensivi così come i bond governativi potrebbero registrare un rally momentaneo”, dice Ken Hsia, Portfolio Manager European Equity di Investec Asset Management. Per chi ha sottoscritto quote di fondi comuni di investimento il consiglio unanime dei gestori è di mantenere i propri risparmi o incrementare le quote per provare a bilanciare le perdite. Per quanto riguarda l’azionario gli esperti consigliano di privilegiare settori che sono favoriti dalla ripresa del ciclo come le costruzioni, beni di consumo e high-tech.

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