Brescello sciolto per infiltrazioni mafiose

Giustizia
Marcello Coffrini, ex sindaco di Brescello, in una foto tratta dal suo profilo Facebook. 20 aprile 2016. +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++

Il sindaco aveva fatto un passo indietro a gennaio. Oggi la comunicazione ufficiale in Consiglio dei ministri

Il Comune di Brescello, in Emilia-Romagna, sciolto per infiltrazioni mafiose. La decisione arriva dal governo che durante il Consiglio dei ministri ha ufficializzato il provvedimento. “Su proposta del ministro dell’Interno, Angelino Alfano – si legge nella nota del Cdm -, il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Brescello (Reggio Emilia), a norma dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nel quale sono state accertate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata”.

L’amministrazione era già stata commissariata e il sindaco Marcello Coffrini, eletto con una lista civica sostenuta dal Partito democratico, si è dimesso lo scorso 30 gennaio, dopo che l’M5S e poi anche il Pd gli hanno chiesto di fare un passo indietro, ed è stato sostituito da un commissario prefettizio. L’ex sindaco era da oltre un anno al centro delle polemiche a causa di un video pubblicato dalla web tv di Cortocircuito, un’associazione culturale antimafia di Reggio Emilia, in cui negava che Brescello avesse problemi di criminalità organizzata e definiva il boss Francesco Grande Aracri, condannato in via definitiva per associazione mafiosa e sottoposto a sequestro dei beni, “uno molto composto, educato, che ha sempre vissuto a basso livello”.

“Voglio capire quello che è successo e per questo leggerò tutti gli atti: mi riservo di fare le valutazioni giuridiche e impugnarli nelle sedi opportune” dichiara Coffrini che ancora non ha potuto leggere le carte della relazione, al momento secretate, però aggiunge: “Questa non è una sfida alle istituzioni”.

“Lo scioglimento del Comune di Brescello per infiltrazioni mafiose è una notizia che provoca rabbia, indignazione e una reale sofferenza. Questa Regione ha già dimostrato tempestività e fermezza nella reazione al fenomeno mafioso quando si è manifestato”, ha dichiarato in una nota il capogruppo Pd in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Stefano Caliandro. “Nessun cedimento. E bene ha fatto il governo a procedere con lo scioglimento del Comune”.

“Anche a Bologna – ha aggiunto Caliandro – sarà nostro dovere tenere alta la guardia. In questo senso rinnovo il mio convinto sostegno alla scelta di candidare come capolista a Bologna Giulia Di Girolamo, da sempre in prima linea nella lotta contro le infiltrazioni mafiose”.

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