Brennero, l’Austria inizia i lavori per una barriera anti-immigrati

Immigrazione
Signs give direction of the Brenner highway to Italy and to Austria at the border between Tyrol, Austria, and South Tyrol, Italy, seen from the Austria side on 19 January 2016.               ANSA /JAN HETFLEISCH

Il sottosegretario Manzione: “La chiusura del Brennero avrebbe implicazioni economiche tutt’altro che trascurabili. Sarebbe una perdita secca consistente”

Il presidente austriaco, Heinz Fischer, parla di “management di confine” e assicura che i “provvedimenti al Brennero non prevedono un muro oppure filo spinato“. Ma i fatti, più che le parole, hanno un peso e quando oggi al Brennero l’Austria ha iniziato i lavori per la costruzione di una barriera per limitare, in caso di necessità, l’accesso di migranti provenienti dall’Italia, c’era poco altro da dire per smussare una decisione estrema.

Una decisione che si traduce in una struttura lunga 250 metri e che comprenderà l’autostrada, come anche la strada statale. Al valico italo-austriaco sono già stati smontati i guardrail e in una prima fase di lavori sarà anche modificata la segnaletica stradale. I controlli del traffico leggero e pesante saranno effettuati in un parcheggio a nord del confine. Nei prossimi giorni sarà anche allestito un centro di registrazione. I controlli – ha detto il capo della polizia tirolese Helmut Tomac – potrebbero partire a fine maggio, ma sarà il ministero degli interni a Vienna a stabilire l’effettivo avvio.

Gli aggiornamenti dall’Austria arrivano a poche ore dalla parole del Papa che nel messaggio inviato alla Conferenza sulla non violenza, organizzata a Roma dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e dal movimento Pax Christi, aveva fatto un esplicito riferimento alle barriere che stanno prolificando in Europa chiedendo di “rimuovere i muri” che dividono e che non sono solo quelli in senso “figurato” ma anche quelli della “triste realtà”.

Un “muro preventivo” lo ha definito polemicamente Gianni Pittella, presidente del gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, che “è del tutto inaccettabile non solo perché viola le norme sulla libera circolazione di Schengen ma perché dimostra ancora una volta che si preferisce chiudersi nelle piccole fortezze nazionali invece di lavorare per una soluzione europea”.

Domenico Manzione, sottosegretario all’Interno, non è meno critico: “La chiusura del Brennero avrebbe implicazioni economiche tutt’altro che trascurabili. Sarebbe una perdita secca consistente, per questo abbiamo insistito che l’area restasse aperta”. Inoltre, ha proseguito il sottosegretario, un eventuale decisone di chiusura “avrebbe anche ricadute dal punto di vista umano, potrebbe implicare situazioni come quelle che vediamo purtroppo in Grecia”.

 

Vedi anche

Altri articoli