Brennero, il muro anti-migranti che sconfigge l’Europa

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La preoccupazione del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni sulle dichiarazione del governo austriaco: “Un brutto segnale per l’Europa”

Non c’è nessun progetto di “muri” al Brennero, almeno per ora. Lo dice al Corriere della Sera la ministra austriaca dell’Interno Johanna Mikl-Leitner sottolineando che: “Noi austriaci abbiamo fatto il possibile per sostenere i richiedenti asilo, adesso l’impegno dovrà concentrarsi sull’integrazione di chi ha ottenuto il diritto a restare”.

Dichiarazioni che fanno il paio con quelle del ministro della Difesa austriaco, Hans Peter Doskozil, che non ha escluso la possibilità di chiudere la frontiera del Brennero con l’Italia nel caso la pressione dei migranti creasse “una situazione estrema“. Dall’Austria la paura più grande sembra essere quella che il nostro Paese lasci transitare un flusso di migranti senza controllo, trasformando il Tirolo in “una sala d’attesa” per chi vuole raggiungere il nord d’Europa. In quel caso, Doskozil è perentorio: “Chiederemmo di poter fare controlli in territorio italiano”.

Parole preoccupanti che inaspriscono un clima già molto teso in Europa. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a margine del Salone del Mobile di Milano, è cauto e aspetta di capire le reali intenzioni dell’Austria ma non nasconde che, se fossero realmente messe in atto: “Sarebbe davvero molto grave”. “Vediamo di che si tratta- ha sottolineato Gentiloni- perché se si tratta solo di parole e gesti simbolici penso che non ci saranno conseguenze sul terreno alla frontiera”.

E proprio alla frontiera il clima non è dei più tranquilli, nella giornata di ieri una delegazione del Ministero dell’Interno di Vienna ha fatto un sopralluogo, nel Comune di Arnoldstein, per verificare alcuni stabili dove si potrebbero realizzare un centro di identificazione ed un presidio di polizia lungo la statale e nei pressi dell’autostrada. Una visita che non fa ben sperare. Il sindaco di Tarvisio, in provincia di Udine, Renato Carlantoni, ha dichiarato: “Si tratta di misure, se verranno confermate, che serviranno a respingere in Italia i profughi all’ingresso, mentre ovviamente verrebbero lasciati liberi i richiedenti asilo in uscita dal paese. Per cui – aggiunge il sindaco – noi, qui a Tarvisio, dovremmo fare altrettanto”.

Dall’inizio dell’anno sono stati rintracciati 1744 profughi in uscita dall’Austria, il 90% in treno, e solo 450 sono stati trovati nelle condizioni di essere respinti, in particolare perché provenivano dal territorio di Vienna o avevano già presentato richiesta di asilo in un altro Paese dell’Ue. “Se questi sono i dati della stagione invernale, immaginarsi – conclude il sindaco – che cosa accadrà in quelli estivi. In ogni caso, la sospensione di Schengen, che mi pare la tentazione dell’Austria, sarebbe la sconfitta dell’Europa”.

Un’idea che sembra essere condivisa anche dal presidente della Lombardia Roberto Maroni, che a margine della conferenza delle regioni, non lascia dubbi: “Se l’Austria può costruire una barriera al Brennero vuol dire che Schengen è morta. Manca la politica. L’Europa non c’è più di fronte alla barriera al Brennero”. 

Per scongiurare questa eventualità, è stato preannunciata per il 24 aprile prossimo una manifestazione internazionale sul confine italo-austriaco. A confermarla anche una delegazione di Sinistra Italiana presente oggi al Brennero. La Questura di Bolzano informa che, però, che ad oggi nessun formale preavviso è stato presentato dai promotori. In ogni caso il questore ha tenuto a puntualizzare che “nessuna manifestazione, pur se costituzionalmente garantita, potrà essere consentita qualora comporti il blocco della circolazione in prossimità del confine di Stato”.

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