Brasile, sì all’impeachment. Rousseff”E’ un Golpe”

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epa05302046 Brazilian President Dilma Rousseff (C) speaks alongside members of her cabinet, at the Planalto Palace, in Brasilia, Brazil, 12 May 2016. Vice President Michel Temer will become Brazil's acting president on 12 May after the Senate voted to remove Dilma Rousseff from office for up to six months while she is tried in that chamber for allegedly violating budget laws. Critics say she resorted to budget trickery in part to secure her re-election two years ago. Rousseff denies any wrongdoing, had refused to step down and called the bid to impeach her a coup. The impeachment drive was launched as Brazil grapples with a recession and high inflation, as well as the fallout from a massive corruption scandal centered on Brazilian state-controlled oil company Petrobras.  EPA/FERNANDO BIZERRA JR.

Rousseff verrà sospesa per sei mesi. Al suo posto, in attesa del giudizio, prenderebbe il potere il vicepresidente Temer

Il Senato del Brasile ha approvato – con 55 voti a favore e 22 contro – la procedura di impeachment che prevede la sospensione di 180 giorni della prima presidente donna delBrasile, Dilma Rousseff. La votazione al Senato era iniziata attorno alle 9 di ieri (le 14 in Italia) per proseguire fino alle prime ore del mattino di oggi: in tutto la sessione plenaria è durata 20 ore e mezza.

La prima reazione dell’ormai ex presidente è stata affidata ai social. “E’ un golpe”, ha scritto sulla sua pagina Facebook. Concetto che ha ribadito in una conferenza stampa convocata prima di lasciare dal palazzo presidenziale di Planalto. “Dico ai brasiliani che si oppongono al golpe: mantenetevi mobilitati, uniti e in pace, perché la lotta per la democrazia è permanente, non ha data per terminare”

Intanto il presidente brasiliano ad interim, Michel Temer, ha già divulgato la lista dei ministri confermati del suo governo. Il numero dei dicasteri passa da 32 a 23. Tra le principali novità, la ricreazione del Gabinetto di sicurezza istituzionale (Gsi) e l’attribuzione degli Esteri all’ex candidato dell’opposizione alla presidenza della Repubblica, José Serra. Confermato anche l’ex presidente della Banca centrale, Henrique Meirelles, a capo delle Finanze.

E mentre in Senato si decideva il futuro della presidente, in strada le proteste sono degenerate in scontri con la polizia. Le forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni per disperdere i sostenitori di Rousseff che si sono riuniti davanti al palazzo del Senato. La polizia di Brasilia ha arrestato un uomo sospettato di aver lanciato pietre contro gli agenti. Secondo il calcolo delle forze dell’ordine, nella Spianata dei ministeri di Brasilia si sono radunati circa 5mila manifestanti pro Rousseff e altri 4mila che chiedono il suo impeachment, divisi da una barriera.

Nei giorni scorsi si era già assistito al clamoroso annullamento del voto sull’impeachment della Camera, per irregolarità procedurali, seguito dall’altrettanto clamorosa marcia indietro da parte del nuovo presidente della Camera, Waldir Maranhao, ex alleato e oggi principale nemico politico di Dilma insieme al vicepresidente Michel Temer, l’uomo che avrebbe tutto da guadagnare da un eventuale impeachment.

Dilma è accusata dall’opposizione di aver falsificato i bilanci dello Stato allo scopo di mascherare la recessione del Paese nel corso della campagna elettorale per la sua rielezione del 2014: il presidente ribatte di non aver violato alcuna legge e dunque ritiene la procedura di impeachment illegittima, accusando la destra di voler conquistare il potere senza passare dalle urne.

Comunque il processo vero e proprio potrebbe durare mesi: al termine sarebbe di nuovo necessaria una maggioranza di due terzi dei senatori per ottenere la condanna e quindi la destituzione definitiva del Presidente.

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