Brasile nel caos. Ad un mese dalle Olimpiadi, Rio è una città “sospesa”

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epa05386597 A general view over buildings in the Olympic Village during a media tour in Rio de Janeiro, Brazil, 23 June 2016. The Rio 2016 Summer Olympics are held from 05 to 21 August 2016.  EPA/ANTONIO LACERDA

Crisi politica e finanziaria, virus Zika, emergenza sicurezza, ritardi nella consegna degli impianti, tensioni con l’agenzia antidoping: la marcia d’avvicinamento ai Giochi è una grande incognita

“Rio è una città dove le foreste si trovano in centro, e i grattacieli sono in periferia. Una città dove convivono l’amore e l’odio. Dove i sindaci vanno e vengono e, nonostante ci provino, non sono in grado di distruggere la città. Una città dove la gloria del passato è la follia di oggi e anche la speranza per il futuro”. Con queste parole il grande Paulo Coelho, in un passaggio del suo best seller L’alchimista, provava a descrivere la sua città natale.

Una città che non si può descrivere con le parole ma solo con gli occhi. Una città che si ritrova ad un mese da uno degli appuntamenti più importanti della sua lunga storia, quello con i Giochi Olimpici. “Faremo dei Giochi eccezionali”, ha promesso via Twitter il primo cittadino Eduardo Paes. Una sicurezza ostentata dietro la quale, però, si celano una miriade di dubbi.

Al momento Rio de Janeiro è una città sospesa in un Paese sospeso. Il Brasile di oggi è lontano anni luce, profondamente diverso da quello che nel 2009 vide assegnarsi i Giochi Olimpici e Paralimpici. Un Paese che sta affrontando una crisi politica intricata a livello federale, ancora alle prese con il lungo iter dell’impeachment nei confronti di Dilma Roussef, con un esecutivo temporaneo già sconvolto dall’endemica corruzione che sconvolge tutto il Paese. Il governo statale è sull’orlo del default finanziario. Il Comune prova a resistere agli scandali, alle accuse di inquinamento ambientale, all’emergenza sicurezza.

In tutto questo marasma, la marcia di avvicinamento ai Giochi è ancora tiepida. Secondo gli ultimi dati, il Comitato organizzatore ha venduto 4,2 milioni di biglietti, pari al 70% del totale. L’incasso attuale è di 920 milioni di reais (circa 253 milioni di euro), mentre l’obiettivo è raggiungere 1,045 miliardi di reais (circa 287 milioni di euro). Nell’ambiente olimpico, però, questa freddezza non sembra allarmare, dato che gli addetti ai lavori confidano nel proverbiale entusiasmo dell’ultim’ora dei brasiliani. “Londra ha collocato l’asticella molto in alto, ma siamo convinti che il Brasile saprà ripeterne il successo”.

Il Brasile deve affrontare numerose questioni irrisolte: oltre alla situazione finanziaria dello Stato, a preoccupare sono la consegna degli impianti (che avverrà, come già successo ai mondiali di calcio del 2014) all’ultimo minuto, le tensioni con l’agenzia internazionale antidoping (che potrebbe clamorosamente decidere di far svolgere le analisi fuori dai confini nazionali), la sicurezza di atleti, turisti e gli stessi cittadini e le defezioni sempre più numerose dovute all’emergenza del virus Zika, cui potrebbe aggiungersi quella, clamorosa, dell’atleta-simbolo dello sport mondiale, Usain Bolt.

Le casse dello Stato preoccupano più i cittadini che i turisti. Il governo di Rio, dopo aver dichiarato un inedito stato di calamità, ha chiesto e ottenuto un prestito a fondo perduto di 2,9 miliardi di reais (circa 800 milioni di euro). L’obiettivo è ristabilire l’ordine nel settore sanitario e sistemare le inadempienze con gli impiegati pubblici. Il prestito d’urgenza aiuterà inoltre a ultimare i lavori della linea 4 della Metro, rendendo raggiungibile la Barra da Tijuca, zona del Parco Olimpico.

L’attenzione rimane alta anche in tema di sicurezza, sia a livello di anti-terrorismo che di piccoli furti. Secondo l’Istituto di Sicurezza Pubblica, fra gennaio e maggio si sono registrati 48.429 furti di strada, una media di 13 ogni ora. Un’indice, il più alto degli ultimi undici anni, che preoccupa le forze di polizia in vista del massiccio arrivo di turisti stranieri. Alle annunciate 85.000 unità (47.000 poliziotti e 38.000 uomini delle forze armate), si uniranno anche 3000 fucilieri della Marina.

Alla luce di tutto questo, parafrasando Coelho, c’è da augurarsi che la gloria del passato, insieme alla follia dell’oggi, possano aiutare la speranza per il futuro a trasformarsi in realtà.

 

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