Boschi: “Sono favorevole alla stepchild adoption”

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Il ministro per le Riforme e i rapporti con il Parlamento al Corriere: “Grillo attacca me perché in difficoltà su Quarto”

Torna a parlare Maria Elena Boschi e lo fa con un’intervista al Corriere della Sera nella quale precisa la sua posizione su riforme, unioni civili e Grillo.

Dopo il caso di Banca Etruria in molti avevano pensato che il ministro per le Riforme si fosse fatta da parte, ma così non è stato come ci tiene a precisare: “In realtà sono quasi sempre stata qui a lavorare. In Parlamento e in consiglio dei ministri. E domani sarò di nuovo alla Camera perché abbiamo il voto finale sulla riforma costituzionale. Banalmente, ho fatto qualche giorno di vacanza in famiglia e qualche giorno fuori con gli amici, come tanti. Sinceramente non so dove sia il problema. Hanno detto, come se fosse una notizia, che in questo periodo non sono stata in televisione, ma nelle festività natalizie non ci sono trasmissioni politiche“.

Nell’intervista la Boschi risponde alle accuse sessiste che in questi giorni Beppe Grillo sta rilanciando contro di lei e Pina Picierno sui social: “Attaccano me perché sono in imbarazzo per i fatti di Quarto, che sono fatti seri. Dopodiché, Grillo sottovaluta sia l’intelligenza degli italiani che la rabbia dei sui militanti ed elettori“.

Ma è su unioni civili e riforma costituzionale il cuore dell’intervista al ministro. Le prime sono al centro del dibattito politico da giorni. Stepchild adoption sì o stepchild adoption no? Maria Elena Boschi non ha dubbi: “Personalmente sono convinta che sia giusta nell’interesse dei bambini. Però su questo punto, come già detto, il Pd lascerà libertà di coscienza“. Ma domani inizierà il voto finale sulla riforma costituzionale, una riforma che il ministro Boschi ha seguito molto da vicino: “Credo che abbiamo fatto un lavoro straordinario, dal punto di vista delle riforme in generale, non solo per quelle costituzionali. Penso alla scuola, all’amministrazione pubblica, alla giustizia civile, alla riduzione tasse e agli investimenti nella cultura. C’è stato uno sforzo straordinario. Veniamo da 20 anni di rallentatore, sul fronte della modernizzazione del Paese, e i nostri sono stati ritmi impressionanti. Ma è ovvio che tutto questo deve essere sottoposto al vaglio dei cittadini perché nel momento in cui fai una riforma che tocca quasi 40 articoli della Costituzione non puoi non chiedere agli italiani se sono d’accordo. Per noi il referendum è un appuntamento voluto fin dall’inizio proprio perché crediamo che un processo di riforma così importante non si possa fare a prescindere dalla volontà dei cittadini. Quella è la vera sfida“.

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