Boschi ai pm: “Non ho subito alcuna pressione”. M5S deposita la mozione di sfiducia

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Italy's Minister for Constitutional Reforms and Parliamentary Relations Maria Elena Boschi looks on during a confidence vote at the Senate in Rome February 24, 2014. Prime Minister Matteo Renzi faces his first test before a fractious national parliament on Monday when he goes to the Senate to put flesh on ambitious reform plans and seeks to win a confidence vote in his newly installed government. REUTERS/Tony Gentile  (ITALY - Tags: POLITICS)

Il ministro per le Riforme ascoltato dai magistrati di Potenza: il suo staff ha avuto contatti con i manager Total ma è una “prassi parlamentare”

Depositata oggi in Senato dal Movimento 5 stelle la mozione di sfiducia al governo per la vicenda sul progetto Tempa Rossa che ha portato alle dimissioni del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi. “Chiediamo a Grasso di convocare subito la conferenza dei capigruppo – ha dichiarato Nunzia Catalfo, capogruppo M5S in Senato – così da calendarizzare l’esame della mozione in Aula il più presto possibile. Vogliamo che questo governo amico dei petrolieri e nemico della salute dei cittadini e dell’ ambiente vada a casa”.

Una mozione che arriva all’indomani dell‘interrogatorio a Palazzo Chigi del ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, ascoltata come persona informata sui fatti dai pm che indagano su Tempa Rossa, è stato sereno, perché, fanno sapere dagli uffici del ministro, non c’è mai stata preoccupazione riguardo a questo appuntamento.

Di fronte al procuratore Luigi Gay, ai pm Basentini e Triassi, al magistrato della Dna Elisabetta Pugliese e al capo della Squadra mobile Carlo Pagano, Boschi ha dichiarato di non aver ricevuto alcun tipo di pressione sull’emendamento al centro dell’indagine, dal momento che l’emendamento stesso è stato il frutto di una scelta del governo, come ribadito in Direzione dal segretario del Pd e premier Matteo Renzi, il quale rivendica la scelta di far ripartire l’opera del giacimento lucano, “bloccata dai tempi del muro di Berlino”. “Se è reato sbloccare le opere, io sono quello che sta commettendo reato”, ha aggiunto Renzi.

E anche lo staff della Boschi così come la sottosegretaria alle Infrastrutture Simona Vicari – ha fatto sapere il ministro per i Rapporti con il Parlamento – non avrebbero fatto altro che portare avanti un compito che era di loro competenza, cioè portare avanti i contatti con la Total, una prassi parlamentare secondo la ministra. Vicari – ha aggiunto Boschi – ha dovuto sviluppare un emendamento di sua competenza, anche attraverso i rapporti e i contatti con la Total, ma senza ricevere – ha ribadito – alcun tipo di pressione. Anche la sottosegretaria, comunque, verrà sentita nei prossimi giorni dai pm, come anche l’ex ministro Federica Guidi. Intanto fonti di governo assicurano che entro la settimana verrà indicato il nome del nuovo ministro dello Sviluppo economico da parte del presidente del Consiglio.

Dall’arrivo fino all’uscita dei pm da Palazzo Chigi, ieri, è trascorsa poco più di un’ora. In realtà, però, l’interrogatorio al ministro è durato circa 15 minuti, ma si è persa circa mezz’ora di tempo per problemi tecnici con il pc dei magistrati che non si accendeva.

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