Borse, Milano chiude male: -3,2%

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La giornata dei mercati inizia con il crollo di Tokyo che ha chiuso perdendo il 5,4%. Milano dopo il recupero del pomeriggio torna a fondo

Ore 17:45 – Si chiude una nuova giornata di forti perdite per le Borse europee. Alla fine delle contrattazioni i principali listini chiudono tutti in rosso con Milano che cede il 3,20%, Francoforte l’1,10%, Parigi l’1,98%, Madrid il 2,39% e Londra lo 0,99%. Va meglio rispetto alla giornata di ieri Atene che perde “solo” il 2,89%. A portare giù i listini europei sono le banche con Ubi Banca, Banco Popolare e Popolare di Milano che perdono più dell’8%. Male anche Unicredit (-6,78%) nonostante l’utile del 2015, pari a 1,7 miliardi sia superiore a quello previsto dagli analisti (1,4 miliardi). Ma non sono solo le banche italiane a destare preoccupazioni negli azionisti, a Francoforte Deutsche Bank perde oltre il 4% così come Commerzbank, a Parigi Credit Agricole e Bnp Paribas hanno fatto segnare perdite tra il 3,5% e il 3,9%, così come a Madrid Banco Popular, Banco Sabadell e Banco Santander perdono tra il 3,9% e il 5,7%.

Ore 17:00 – Continuano a perdere la Borsa di Milano che torna a perdere più del 3%. Continuano ad andare giù le banche con Banca e Banca Popolare di Milano che si avvicinano al -8%. Va giù anche Parigi che perde il 2,2%, mentre tengono Londra e Francoforte.

Ore 16:45 – Tornano giù le Borse europee, dopo un parziale recupero Milano torna a perdere il 2,6%, a pesare negativamente sul listino italiano sono principalmente le banche con Ubi Banca e Banca Popolare di Milano che cedono più del 7%. Male anche Tod’s che cede il 6% e Saipem, che dopo il crollo di ieri controlla le perdite ma cede il 5,5%. Male le altre Borse europee che perdono tutte tra l’1% e il 2%.

Ore 15:45 – Dopo l’apertura di Wall Street Milano inizia a recuperare e in pochi minuti passa da -3,2% a -1,6%, nonostante la Borsa newyorkese abbia aperto con un leggero segno negativo. La ripresa non è solo della Borsa di Milano, ma di tutte le Borse europee con l’eccezione di Parigi che ancora perde il 2,20%.

Ore 14:00 – Ma l’illusione è durata poco e nel primo pomeriggio tutti gli indici europei sono andate a picco, con Milano che guida la classifica dei principali listini europei perdendo il 3%, seguita da Parigi che segna -2,5%. Ribassi più contenuti per Francoforte e Londra le cui perdite si aggirano tra -1 e -1,5%. A trascinare il FTSE Mib verso il basso sono ancora le banche che anche nella giornata di oggi fanno registrare forti perdite. Ora si attende l’apertura di Wall Street, che in caso di segno positivo potrebbe aiutare le Borse europee a contenere le perdite.

Ore 12:00 – Le Borse nella mattinata sono nervose, dopo le forti perdite di ieri partono ancora una volta con il segno meno, anche se sembrano contenere le perdite nonostante la spinta negativa proveniente dall’Asia. Milano a metà mattinata guida negativamente le Borse europee al ribasso cedendo più dell’1% mentre gli altri listini europei contengono le perdite con Francoforte e Parigi che cedono intorno allo 0,5% e Londra che riesce a mantenere il segno più.

Dopo il lunedì nero sui mercati finanziari del vecchio continente dove in una sola seduta vengono bruciati altri 310 miliardi di euro di capitalizzazione e l’Italia sconta le conseguenze più pesanti, la giornata dei mercati inizia con il crollo di Tokyo, che chiude la sessione con un pesante passivo cedendo il 5,4%, in scia con la flessione di Wall Street e all’apprezzamento dello yen.Tra i segni negativi di ieri la Borsa di Milano (-4,69%), è risultata la peggiore tra i principali listini continentali e col Ftse Mib in caduta libera sotto i 17mila punti per la prima volta da luglio 2013 a 16.441 punti.

Con Milano, a parte Atene (-7,8%), l’altra piazza in grande sofferenza è Madrid (-4,44%) e come per l’Italia, anche lo spread Bonos-Bund riprende la corsa al rialzo volando a 153 punti base con un tasso all’1,74%.

In Germania l’indice Dax ritorna sui livelli del 2014 dopo la chiusura di Francoforte (-3,3%). Parigi cede poi il 3,2% e Londra il 2,71%.

Nel giorno in cui torna la paura sulle principali piazze finanziarie e lo spread torna a salire, Pier Carlo Padoan invia un messaggio per rassicurare i mercati, confermando per quest’anno il previsto calo del debito pubblico in Italia. Un fatto – assicura – che “segnerà una svolta per il Paese, cambiando la scettica percezione che i mercati hanno nei nostri confronti”.

Il ministro dell’Economia parla a Bloomberg, che intervista anche il premier Matteo Renzi alla vigilia di importantissimi appuntamenti europei: “Se l’Europa non cambia la sua visione e la sua strategia, è finita”, afferma il premier, che si dice “preoccupato” dalla possibilità che Schengen possa essere arrivato al capolinea. “Senza Schengen l’identità europea sarà a rischio”, spiega il primo ministro. Come “terribile”, aggiunge, sarebbe l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea: “Ma scommetto su David Cameron”, afferma, sottolineando come “non possiamo permetterci che la mancanza di un accordo al summit del 18-19 febbraio possa causare una Brexit”. Renzi si è detto quindi convinto che il tema chiave dei prossimi 12 mesi in Europa sarà quello della crisi dell’immigrazione. E ha rinnovato l’appello perche’ l’Unione europea si doti di un’agenda economica che punti sulla crescita e la riduzione della burocrazia. Dal canto suo Padoan è tornato a invitare tutti i Paesi europei “a fare del loro meglio per facilitare il lavoro della Bce”. “La Bce sta facendo un grande lavoro e deve continuare a farlo”, sottolinea Padoan, spiegando come “l’inflazione nell’eurozona deve muoversi il più velocemente possibile verso quello che da tutti è considerato il valore di equilibrio”, intorno al 2%.

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