Borse, continua il crollo: Milano a -3%

Economia
An oil pump works at sunset Wednesday, Sept. 30, 2015, in the desert oil fields of Sakhir, Bahrain.  Consumer prices across the 19-country eurozone fell in September for the first time in half a year as energy prices tanked, official figures showed Wednesday, in a development that's likely to ratchet up pressure on the European Central Bank to give the region more stimulus. The 0.1 percent annual decline reported by Eurostat, the EU's statistics office, was widely anticipated following the recent drop in global oil prices. (ANSA/AP Photo/Hasan Jamali)

Il prezzo del petrolio scende sotto i 30 dollari al barile e trascina al ribasso tutte le maggiori borse mondiali

Lo scandalo Renault, la debolezza della Cina e il crollo del greggio. Sono questi i motivi con cui si cerca di giustificare il crollo del listini globali. Le principali piazze oggi hanno infatti chiuso in negativo. A partire da Wall Street che perde il 2,4% e trascina dietro di sé Milano che chiude in rosso del 3,07%. Non vanno meglio Francoforte che perde il 2,54%, Parigi il 2,2% e Londra il 1,97%.

Il calo sotto i 30 dollari al barile del prezzo del petrolio è il principale responsabile di questa sequela di dati negativi. L’andamento del greggio delle ultime settimane ha dominato il mercato globale determinando balzi e rimbalzi dei titoli. Russia e Stati Uniti sono i più sensibili all’argomento, ma a cascata tutti gli altri ne soffrono le conseguenze.

Non ha aiutato nemmeno l’andamento dell’economia sia ad oriente che ad occidente. Dalla Cina continuano ad arrivare segnali di contrazione, mentre ad occidente gli Stati Uniti devono fare i conti con i dati aggiornati sull’attività manifatturiera. Solo nello stato di New York,  l’indice Empire ha segnalato che i livelli di produzione sono tornati a quelli registrati nella fase di recessione. Un colpo basso e inaspettato per un’economia che dalla frenata cinese poteva trarre grandi benefici, anziché simili arresti.

Vedi anche

Altri articoli