Borse ancora a picco. Di nuovo malissimo i bancari

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Renzi: “Le banche italiane non sono il problema del sistema europeo”

Incertezza e paura. E quindi speculazione. Sono questi gli elementi che ancora minano la stabilità delle borse europee. Lo scivolone di oggi è avvenuto subito, nella prima mezzora di contrattazione, per poi peggiorare dalle 15,30, orario di apertura di Wall Street. A farne le spese maggiormente è ancora una volta il comparto bancario, che da ieri viene venduto a piene mani.

Milano insieme a Madrid è la piazza che alla fine mostra i maggiori cali: il nostro listino principale, il Ftse Mib, perde circa tre punti percentuali e più volte Unicredit, Mps e Ubi Banca sono stati sospesi per eccesso di ribasso. Banco Popolare perde circa 10 punti percentuali.

La principale domanda che si pongono gli investitori, all’indomani dell’esito degli stress test (tra l’altro giudicato positivo dalla maggior parte degli osservatori) è se gli istituti bisognosi di un rafforzamento patrimoniale ce la faranno o meno a raccogliere i capitali necessari.

Se però è vero che quei risultati tanto discussi hanno messo in evidenza l’ipotesi di un aumento di capitale da 7-8 miliardi per Unicredit – che in caso di scenari avversi si troverebbe con un deficit di capitale rispetto alla media delle banche europee – è altrettanto incomprensibile la reazione dei mercati nei confronti di Intesa San Paolo, risultata la miglior banca d’Europa tra le grandi.

In parte, tale atteggiamento può essere spiegato con la speculazione. C’è da dire che i mercati – accade spesso nei mesi estivi – sono molto volatili e “ultra speculativi”, per dirla con le parole di un esperto del settore, Wolfram Mrowetz, responsabile gestioni di Alisei sim. Quando un intero comparto va male, difficilmente singoli titoli riescono ad andare controtendenza.

Tuttavia oggi il comparto bancario (-3,30% l’indice Dj Stoxx di settore) soffre anche a causa di un’altra banca, questa volta non italiana, la Commerzbank. Il secondo polo bancario in Germania per valore di mercato, questa mattina, ha tagliato obiettivi di utile presentando la propria trimestrale.

Vanno male anche le telecomunicazioni, le materie prime e l’energia, sebbene il petrolio si sia riportato sopra i 40 dollari al barile.

Nonostante le difficoltà di Piazza Affari, oggi il premier Renzi è tornato a ribadire che il problema del sistema europeo va ben oltre i problemi del nostro paese. “Penso che gli stress test abbiano mostrato che le banche italiane non sono il problema del sistema europeo. Questa è la vera novità” – ha detto il premier in un’intervista a Cnbc – “Negli ultimi 12 mesi ogni giorno si diceva che il problema erano le banche italiane e noi replicavamo che non era vero. Alla fine gli stress test mostrano la realtà: abbiamo la migliore banca europea, Intesa Sanpaolo, e quattro istituti su cinque sono in una buona situazione. Il problema è Mps, per la quale abbiamo lavorato con forza a una soluzione di mercato. Perciò sono soddisfatto del risultato”.

Sempre a ClassCnbc, il premier ha sottolineato come sia necessario guardare al di fuori del nostro paese per individuare altri punti deboli del sistema finanziario del Vecchio continente.  “Sono molto preoccupato per il futuro delle istituzioni europee, – ha detto – ma non per i crediti deteriorati italiani, ma per la situazione di altre banche in tutti i Paesi, per gli strumenti finanziari di altre banche”, ha aggiunto. E alla domanda se si riferisca alla Germania, ha risposto: “Anche alle banche tedesche“.

 

 

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