Boris Johnson non si candida più. Strada spianata per Theresa May?

Gran Bretagna

L’ex sindaco di Londra, alfiere della Brexit, fa un passo indietro. Ora in pole position c’è l’attuale ministro dell’Interno, la più euroscettica del fronte del Remain

Dopo essere stato dato per certo come candidato alla successione del premier conservatore David Cameron, Boris Johnson, alfiere principale della Brexit, ha annunciato che non correrà per la leadership del partito. Lo ha fatto in una conferenza stampa, presentando l’agenda che la nuova leadership dovrà perseguire ma sottolineando che non sarà lui a farlo. L’ex sindaco di Londra ha rifiutato di rispondere alle domande dei giornalisti in sala.

A questo punto, tutto lascia pensare che sarà Theresa May, attuale ministro dell’interno e numero due del partito conservatore, a prendere il timone dei tories, e a guidare il governo nei prossimi mesi, in cui dovrà essere gestita la delicata uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

Negli ultimi giorni le quotazioni della May erano cresciute in maniera esponenziale proprio a danno di Johnson che, dopo il referendum sulla Brexit, sembrava il successore designato del dimissionario Cameron. Un sondaggio YouGov vedeva il gradimento di quest’ultima al 31% tra gli elettori tories, mentre quello per Johnson è al 24%. Ad aprile l’ex primo cittadino della Capitale era al 36% davanti a May al 14%.

I due profili, in effetti, non potrebbero essere più distanti l’uno dall’altro.

Quanto Boris Johnson è un personaggio divisivo, molto amato e molto odiato allo stesso tempo, vulcanico e spesso eccessivo, tanto Theresa May impersona la tipica sobrietà thatcheriana, in perfetto stile british. Donna rispettata da tutti i livelli di governo e di potere, pragmatica e determinata, è ministro dell’Interno da sei anni e ha gestito l’emergenza sicurezza e terrorismo in prima persona, senza farsi mettere i piedi in testa da nessuno. Sessantenne, sposata senza figli, è considerata la più euroscettica del fronte del remain, combinazione che la avvicina sia alla metà dei britannici che hanno votato per restate nell’Unione, sia per chi ha scelto di uscire.

Poche le speranze di successo anche per l’alter ego di Boris, Michael Gove, ministro della Giustizia ed eminenza grigia della campagna per la Brexit, che si è candidato a sorpresa per le leadership.

Questa la lista completa dei candidati: Stephen Crabb, Liam Fox, Michael Gove, Andrea Leadsom, Theresa May. Toccherà ai parlamentari conservatori votare i due nomi che saranno poi votati dagli iscritti al partito, circa 150mila persone. Il primo voto dei parlamentari è in programma per martedì prossimo.

 

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