Boom di nuovi italiani: l’età media è sotto i 30 anni

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Secondo l’Istat sono quattro milioni i cittadini non comunitari residenti nel Paese, ma diminuiscono i flussi in entrata

Sfiorano i 4 milioni i cittadini non comunitari regolarmente presenti in Italia e aumentano in modo costante le persone con un permesso a tempo indeterminato (nel 2014 al 56.3%, nel 2015 al 57,2% della presenza regolare).

L’incremento tra il 2014 e il 2015, secondo quanto rileva l’Istat, è uno dei più bassi degli ultimi dieci anni: 55mila unità in più pari a un 1,4%.

Continuano a rallentare, invece, i flussi in entrata: la diminuzione del fenomeno è iniziata nel 2011, anche per la minore incidenza dei procedimenti di regolarizzazione, causa dei numerosi ingressi nello scorso decennio, quando le migrazioni erano motivate dalla ricerca di lavoro e dai ricongiungimenti familiari seguiti alla stabilizzazione degli immigrati sul territorio.

Boom di cittadinanze: i non comunitari diventati italiani sono passati dai circa 50mila del 2011 agli oltre 120mila del 2014 con un aumento del 143%.

Ma qual è il profilo dei cittadini non comunitari residenti in Italia?

Paesi di provenienza. Marocco, Albania, Cina, Ucraina e Filippine sono i principali paesi di provenienza: una graduatoria dei Paesi rimasta invariata secondo l’Istat che ha diffuso i dati aggiornati al primo gennaio di quest’anno. Gli incrementi assoluti più rilevanti si registrano tra i cittadini del Bangladesh e quelli provenienti dalla Cina: circa 11 mila presenze in più per entrambi con una crescita particolarmente rilevante anche in termini relativi (+9%) delle presenze del Bangladesh. Tra i soggiornanti di lungo spiccano invece albanesi, tunisini e marocchini. Quest’anno si registra il sorpasso dell’Egitto (56,7%) da parte dell’Ucraina e con una crescita forte anche della Moldova. Gli arrivi più recenti, avvenuti durante l’ultimo anno, hanno portato a un aumento delle collettività provenienti da Nigeria (+13%), Senegal (+6%) e Mali (+107%).

Regioni di destinazione. Sono il centro e nord Italia le aree geografiche in cui si concentra una presenza superiore di cittadini non comunitari con regolare permesso di soggiorno. Il 36,5% nel Nord-ovest, il 27,3% nel Nord-est e il 23,7% al Centro. Solo il 12,6% risiede al Sud. La regione dove la presenza di stranieri non comunitari è più forte è la Lombardia (26,3%), seguita da Emilia-Romagna (12%) e Veneto (11,2%). Roma e Milano le province in cui si concentra un quinto degli stranieri non comunitari, ma sono numerosi anche in centri come Brescia, Torino, Bergamo e Firenze.

Età e genere. I minori rappresentano il 24% delle presenze sul territorio italiano, le donne il 48,9%: la maggioranza delle straniere non comunitarie di sesso femminile provengono da Ucraina (79,8%) e Moldova (67,0%).

Chi sono i nuovi cittadini italiani. Fino al 2008 la maggioranza delle acquisizioni delle cittadinanze avvenivano attraverso il matrimonio, ora prevalentemente per residenza sia per gli uomini che per le donne. Ma la novità di questi anni sono soprattutto le seconde generazioni e i giovani immigrati che aumentano in maniera costante e molto sostenuta: da circa 10mila nel 2011 a quasi 48mila nel 2014, coloro che acquisiscono la cittadinanza per trasmissione dai genitori e coloro che, nati nel nostro Paese al compimento del diciottesimo anno, scelgono la cittadinanza italiana. Di conseguenza l’età media dei nuovi italiani è al di sotto dei 30 anni.

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