Boom di imprese giovani. E il contadino diventa 2.0

Agricoltura
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Coldiretti: primato italiano per le aziende under 40. E premia chi innova nei campi

Andrea è diventato un punto di riferimento per chef e buongustai grazie al suo caviale vegetale, ricavato da un frutto simile al lime. Elena riesce a gestire completamente da sola la sua fattoria, grazie a telecamere e sensori collegati a smartphone e computer. Adriana ha creato un tessuto a partire dalla cellulosa delle arance.

Storie di agricoltura 2.0, emblema di imprese gestite da under 35: che in Italia da inizio anno vantano un saldo positivo di ben 50 mila unità (90 mila le aperture, a fronte di 40 mila chiusure) fino a toccare quota 600 mila. Se poi si guarda a quelle under 40, siamo leader in Europa con 1.155 mila imprese, tanto da doppiare la Germania (511 mila).

Numeri e storie li mette in fila la Coldiretti in un’indagine dal titolo programmatico, «Bamboccioni a chi?». Si scopre così che oggi sono tra i più intraprendenti d’Europa, visto che le imprese giovani rappresentano il 9,8% delle aziende italiane, ma addirittura il 31% tra quelle di nuova apertura nei primi nove mesi del 2016.

E questa volta è il Sud a fare da traino, con 34.334 nuove giovani imprese, seguito dal nord ovest (21.611), dal centro (18.064) e dal nord est (13.937). Dati solo in apparenza in contraddizione con il 67% di giovani tra i 18 e i 34 anni che secondo Eurostat in Italia vivono ancora con i genitori. Per la Coldiretti, dietro questo numero ci sono molte realtà a conduzione familiare, è così ad esempio nel 90% delle imprese agricole: «La famiglia ha permesso un radicamento senza il quale probabilmente ci sarebbe stata una delocalizzazione». Le preferenze di settore? Se si guarda alla nuove aperture del 2016, i giovani imprenditori scelgono soprattutto il commercio al dettaglio (10.999), l’agricoltura e l’allevamento (7.569), le costruzioni specializzate (7.094), la ristorazione (4.717) e i servizi alla persona ( 2.882) .

Vestiti di arance, mele in pillole

Quasi uno su dieci (8,9%) è dunque un imprenditore agricolo, e proprio a questi l’associazione ha riservato un premio – l’Oscar Green – per le sei realtà a più alto tasso di innovazione e sostenibilità. C’è chi ha fatto incontrare tradizione e ricerca: Giuseppe Giaccio, presidente del consorzio campano della mela annurca Igp (frutto che vanta 2 mila anni di storia) punta su una scoperta della facoltà di Farmacia dell’Università di Napoli per produrre con tre mele una pillola anticolesterolo, dagli effetti simili a quelle delle statine.

In Toscana invece Roberto Cerami ha riutilizzato gli scarti del proprio orto per produrre cosmetici biologici e antispreco, anche qui in collaborazione con un ateneo, quella di Caserta. Due esempi di agricoltura che sa reinventarsi arrivano poi dalla Sicilia: Adriana Santanocito è partita da un frutto tipico della sua terra come l’arancia per produrre, con una start up sviluppata insieme al Politecnico di Milano, un tessuto per abiti freschi, originali e sostenibili; mentre l’architetto Francesco Lipari ha realizzato un orto sonoro, con melodie che variano a seconda del clima e delle emozioni con cui entra in contatto.

Dall’altra parte d’Italia, il veneto Paolo Marangon ha investito sull’eccellenza con una birra biodinamica al radicchio di Treviso, dal Friuli Venezia Giulia Cristina Specogna ha dato valore aggiunto ai suoi vini (per il 60% esportati in 25 paesi del mondo) grazie a bottiglie-riserva dipinte da artisti italiani. E arrivate anche a Barack Obama.

Il potenziale di crescita

I sei premiati sono però l’avanguardia di un ben più ampio fronte: «Oggi il 70% delle imprese agricole under 35» ha scelto di ampliare i propri orizzonti, affiancando alla produzione attività che vanno dagli agriasili ai corsi di cucina in campagna, dalle offerte benessere all’inserimento di persone svantaggiate. E lo fa con profitto: le aziende agricole dei giovani vantano un fatturato più elevato della media del 75 %, una superficie superiore di oltre il 54% il 50% di occupati per azienda in più.

Anche le istituzioni possono fare la loro parte: la delegata nazionale dei giovani di Coldiretti Maria Letizia Gardoni sottolinea «l’importanza della decontribuzione per i giovani imprenditori agricoli under 40 nella legge di Stabilità: riconosce il potenziale del settore di crescere ecreare opportunità, come dimostrano queste storie». «Vogliamo investire sulle nuove generazioni», assicura il ministro Maurizio Martina, citando oltre alle decontrinbuzioni «mutui a tasso zero per favorire il credito con Campolibero».

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