Boom dei mutui. Vaciago: “La ripresa c’è, è fuori discussione”

Economia
Vendesi

Secondo l’economista Giacomo Vaciago, il 2015 è l’anno della ripresa. “Ma attenzione agli choc esterni come il caso Volkswagen, possono danneggiare il nostro Pil. Fondamentale il ruolo di Bruxelles nel cercare una protezione comune per l’Eurozona”

“Che ci sia una ripresa è ormai fuori discussione. La crescita dei mutui è un passaggio importante, ci dice che il settore dell’edilizia aveva toccato il fondo e che magari, nel 2016, qualche nuova gru verrà montata”. A dirlo è l’economista Giacomo Vaciago, raggiunto dai microfoni di Unità.tv, commentando i segnali positivi arrivati oggi dall’Abi: nei primi otto mesi di quest’anno – ha rilevato l’associazione delle banche – le erogazioni di mutui alle famiglie hanno segnato una crescita record dell’86,1%.

Ancora un dato macroeconomico convincente, dunque, dopo gli aumenti di Pil, occupazione e produzione industriale certificati dall’Istat nei giorni scorsi. “Osserviamo la ripresa degli investimenti e dei consumi, cresciuti anche grazie agli 80 euro dati dal governo”, sottolinea l’economista: “È sufficiente osservare il grafico in salita della produzione industriale per capire che il 2015 è l’anno della ripresa”.
“Il governo – prosegue lo studioso nella sua analisi – fa bene a tenere su la fiducia della gente dimostrando determinazione, è un atteggiamento che aiuta”. Ma bisogna fare attenzione. L’aumento dell’occupazione – fa notare – è ancora debole, minore del previsto nonostante il mercato del lavoro sia più efficiente grazie al Jobs Act. È dunque importante un invito alla cautela, perché le variabili esogene come il doloroso ridimensionamento del tasso di crescita della Cina, il rallentamento dei paesi emergenti e il caso Volkswagen, potrebbero incidere sulla crescita del 2016: “Siamo sicuri – si domanda –  che tutto ciò non finisca per influire negativamente sulla stima dell’1,6% del Pil prevista dal governo per il prossimo anno?”.
Per questo, a suo giudizio, l’Italia dovrebbe spingere Bruxelles a cercare una protezione comune per difendere l’eurozona dall’impatto di eventuali choc esterni: “È importante convincere gli altri Stati, come si sta facendo con la crisi dei migranti, di quanto sia necessaria la cooperazione per resistere agli imprevisti: nei frutteti del Piemonte, per evitare che la grandine danneggi i raccolti, mettono una grande rete di protezione”.

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