Bonucci, Giaccherini e Pellè: ecco i nuovi eroi azzurri a Euro 2016

Euro 2016
epa05362800 Emanuele Giaccherini of Italy celebrates with teammates scoring the 1-0 lead during the UEFA EURO 2016 group E preliminary round match between  Belgium and Italy at Stade de Lyon in Lyon, France, 13 June 2016.

(RESTRICTIONS APPLY: For editorial news reporting purposes only. Not used for commercial or marketing purposes without prior written approval of UEFA. Images must appear as still images and must not emulate match action video footage. Photographs published in online publications (whether via the Internet or otherwise) shall have an interval of at least 20 seconds between the posting.)  EPA/MAST IRHAM   EDITORIAL USE ONLY

Non sarà la migliore Nazionale di sempre, ma dopo la vittoria sul Belgio alla prima europea gli azzurri stanno facendo sognare gli italiani

Archiviata la prima partita, il giorno dopo è quello della consapevolezza e dell’esaltazione. Esaltazione per una squadra che ha fatto sognare i tifosi grazie ad una bellissima prestazione e consapevolezza dei mezzi tecnici e caratteriali di una squadra che sarà difficile da incontrare per tutti.

Dopo questa grande prestazione sono 3 i nomi sulla bocca di tutti: Lorenzo Bonucci, Emanuele Giaccherini e Graziano Pellè. Un rappresentante per ogni reparto, con storie e profili diverse, ma che oggi sono sulla bocca di tutti i tifosi.

Leonardo Bonucci era uno dei protagonisti attesi. Il difensore ventinovenne da anni ormai è la colonna portante della difesa juventina e della Nazionale. Ha ereditato il ruolo di leader da Fabio Cannavaro, ma sino ad ora in Nazionale non aveva dimostrato tutte le sue qualità. Molto appannato in Brasile, come tutta la squadra che è uscita malamente dai Mondiali, e non tra i migliori nemmeno all’Europeo di 4 anni fa che vide gli azzurri arrivare in finale, persa contro la Spagna.

Forse ci voleva proprio Conte, allenatore che ha lanciato la sua carriera juventina, per far dimostrare al viterbese tutte le sue qualità. Tempismo, senso della posizioni e piedi da centrocampista rendono Bonucci uno dei migliori difensori del mondo (a mio parere sul podio insieme a Piqué e Thiago Silva). Il preciso lancio di 40 metri che ha consentito a Giaccherini di segnare il primo gol azzurro è degno del miglior Pirlo, ma oltre ad impostare preziose sono state le sue chiusure sui pericolosi attaccanti belgi.

Emanuele Giaccherini è sempre stato il classico giocatore che non vedi, ma senti. Come Bonucci è uno dei fedelissimi di Conte, che lo volle alla Juve dopo le belle stagioni di Cesena. Una carriera quella del folletto che dopo la disastrosa esperienza in Premier al Sunderland sembrava avviata al declino, ma con il rientro in Italia al Bologna si è rilanciata alla grande, convincendo Conte a convocarlo per questi Europei.

Vedendolo tra gli undici in campo molti avranno storto il naso, perché non ha l’appeal di Florenzi o Thiago Motta, ma dopo la prestazione di ieri i suoi detrattori saranno rimasti veramente in pochi. Lo stop sul lancio di Bonucci è stato perfetto e a dimostrato le eccelse doti tecniche di Giaccherini. Per il resto tanta quantità e corsa, le doti che lo rendono fondamentale per gli equilibri della squadra.

Graziano Pellè è da sempre poco considerato in Italia. Dopo una prima parte di carriera con tanta serie B e poche apparizioni in A, l’attaccante salentino emigra in Olanda. E’ proprio al campionato olandese che l’attaccante deve la sua fama, si afferma nell’Az Alkmaar e poi dopo un nuovo passaggio in Serie A tra Parma e Sampdoria si consacra definitivamente al Feyenord, dove è ancora molto amato. Oggi gioca in Inghilterra al Southampton dove è uno dei leader dell’attacco.

Il nome di Pellè non entusiasma, anzi spesso è portato come esempio della povertà dell’attacco azzurro. Ma il trentunenne salentino è uno tosto, uno che ha sempre lottato per conquistare il suo spazio, che non ha avuto paura di andare all’estero per affermarsi. Certo non è Higuain, Lewandowsky o Kane, ma il suo lavoro lo fa tutto e bene. Perché è vero che il principale compito di un attaccante è quello di far gol, ma nel calcio moderno l’attaccante deve lavorare per la squadra e quello Pellè lo fa alla grande. Contro il Belgio è andato pure in gol, togliendosi la soddisfazione di segnare all’esordio in una grande competizione. Certo non avrà convinto tutti, ma di sicuro è stato uno dei migliori.

 

Vedi anche

Altri articoli