Afghanistan, secondo Kabul nell’ospedale bombardato c’erano anche terroristi

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epa04961302 An handout provided by Medecins Sans Frontieres (MSF) shows fire in a hospital in Kunduz after the bombings, Kunduz, Afghanistan, 03 Octoberr 2015. At least nine people are dead and 37 others injured after a suspected US airstrike hit a hospital Saturday in the northern Afghan province of Kunduz, the international aid agency Doctors Without Borders (MSF) says. 'It is with deep sadness that we confirm so far the death of nine MSF staff during the bombing last night of MSF's hospital in Kunduz,' it says on its Twitter page.  EPA/MSF HANDOUT external media, social media, MSF publications, MSF digital publications  EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

L’attacco è avvenuto a Kunduz. Per il governo di Kabul dentro l’ospedale si nascondevano terroristi. Secondo il Telegraph i cadaveri sarebbero almeno 50

È di almeno 20 morti il bilancio del raid aereo della Nato contro l’ospedale di Me’decins sans Frontie’res (Msf) a Kunduz, in Afghanistan. I feriti sono numerosi e il bilancio è destinato a salire.

Nel momento in cui è avvenuto l’attacco aereo, nella struttura ospedaliera presa di mira c’erano 105 pazienti e 80 operatori. ‘Danni collaterali’ è stato il commento, freddo, arrivato dalla Nato tramite una nota. Ma l’attacco è andato avanti oltre mezz’ora, anche dopo che le autorità di Washington e Kabul erano state informate che non si trattava di un covo di terroristi spietati, ma di un ospedale colmo di persone innocenti e indifese. Ad aggravare quanto accaduto, secondo l’ong, è stata proprio la consapevolezza: “tutte le parti in conflitto conoscevano le coordinate delle nostre strutture già da mesi”.

Poi, a distanza di alcune ore, dal governo di Kabul arriva un tentativo di spiegare l’enorme errore: al momento del bombardamento nell’ospedale “si nascondevano 10-15 terroristi”, tutti uccisi, secondo il portavoce del ministero, Siddiq Siddiqi.

Molti sono ancora i dispersi tra cui, secondo il Telegraph, potrebbero esserci altri cadaveri (almeno 50). Stando a un comunicato di Msf, infatti, ci sarebbero molti pazienti e membri dello staff  di cui ancora non si hanno notizie.

L’ospedale di Kunduz spiega Gabriele Eminente, direttore generale di Msf Italia, “è un trauma center, una struttura ortopedica di qualità, specializzata anche in chirurgia di guerra”. Ora, però, gran parte dell’ospedale è distrutto.

Dagli Stati Uniti, il segretario alla Difesa, Ash Carter, esprime il proprio cordoglio alla persone colpite: “Stiamo cercando di determinare cosa sia successo esattamente – aggiunge – ed è in corso un’indagine completa sui tragici fatti”

Unanime, invece, è la condanna che arriva dall’Onu e dalla Croce Rossa: “Tragico e devastante, non si dovrebbero mai colpire ospedali”. Mentre la Commissione europea si dice “sconvolta” per l’attacco e invita tutte le parti “a rispettare il diritto umanitario internazionale”.

E ancora, il responsabile dei diritti umani alle Nazioni Unite, Zeid Ra’ad Al Hussein, ha ipotizzato che il bombardamento potrebbe configurarsi come “crimine di guerra”, se l’indagine dovesse provare che l’ospedale è stato colpito intenzionalmente.

Infine Emergency, in una nota in cui ha espresso solidarietà a Msf, ha anche sostenuto che la “violenza e l’instabilità in cui sta precipitando l’Afghanistan rende sempre più difficile garantire l’attività degli operatori umanitari e questo rischia di tradursi in un ulteriore danno per la popolazione”

A Kunduz, strategica città nel nord dell’Afghanistan, si combatte da quando è stata occupata dai talebani. In quattordici anni di insurrezione, la città afghana rappresenta la più grande conquista degli integralisti islamici. Gli studenti coranici non cedono e da giorni l’esercito afghano, con l’appoggio delle forze speciali americane, tenta di attaccare le ultime sacche di resistenza.

 

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