Ipotesi bombe italiane sull’Isis. Ma deciderà il Parlamento

Terrorismo
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Prende piede l’ipotesi di un nuovo ruolo per i Tornado italiani in Iraq. Oggi previsto un bilaterale a Roma tra il ministro Pinotti e il capo del Pentagono, Ashton Carter,

E’ sul tavolo l’ipotesi che i Tornado italiani bombardino le postazioni dell’Islamic State in Iraq. Ma la cosa va valutata “assieme agli alleati” e, comunque, un’eventuale decisione “dovrà passare dal Parlamento”.

Queste le parole del ministro della Difesa Roberta Pinotti davanti alle commissioni esteri e difesa di Camera e Senato. “E’ scontato che il governo riferirà al Parlamento” qualora l’ipotesi diventasse realtà. “Stiamo valutando possibili, ulteriori ruoli per l’utilizzo dei velivoli in teatro – prosegue il titolare della Difesa – ma non c’è nulla di deciso”.

Anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni è intervenuto sulla questione ribadendo che “l’Italia non ha preso nuove decisioni sull’utilizzo dei nostri aerei e, se dovesse prenderle, il governo non lo farebbe di nascosto ma coinvolgerebbe, come è ovvio e doveroso, il Parlamento”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro dell’Interno Angelino Alfano, intervenuto a diMartedì su La7: «Allo stato è solo un’ipotesi e ovviamente va discussa con gli alleati, si deve passare dal Parlamento, non si può non passare dal Parlamento»

Sul piano politico la notizia di un eventuale cambio delle regole di ingaggio italiane nelle operazioni anti-Isis fa scoppiare la polemica con Beppe Grillo in prima linea: “L’Italia – attacca Grillo – non può entrare in guerra senza che prima non ci sia stato un dibattito parlamentare, un’approvazione da parte del Parlamento e un’approvazione da parte del Presidente della Repubblica. Mattarella dove sei? Pacifisti con le bandiere arcobaleno dove siete finiti?”.

Anche il capogruppo di Sel a Montecitorio Arturo Scotto chiede alla ministra Pinotti di “riferire immediatamente in Parlamento”. “La partecipazione italiana ai raid senza un mandato parlamentare non è possibile. La ministra Pinotti non ha il potere di decidere se e dove bombardare, e quali regole d’ingaggio avere”, conclude.

Un tema delicatissimo quello di un eventuale magior coinvolgimento italiano su cui ha speso parole anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella, che rispetto alla minaccia del terrorismo fondamentalista ha sottolineato come “è necessaria la collaborazione di tutti. Iniziative unilaterali non riescono a risolvere ed affrontare adeguatamente il problema”.

Libia, Afghanistan, Kosovo, Golfo Persico: i caccia italiani che sono stati attivi in missioni internazionali non rappresentano di certo una novità e un primo scambio di idee tra il segretario alla Difesa Usa Ashton Carter ed il ministro Pinotti c’è stato a Sigonella. Oggi, invece, è previsto a Roma un bilaterale vero e proprio focalizzato sulla coalizione anti-Isis.

Solo pochi giorni fa a New York il premier Matteo Renzi aveva assicurato al presidente Usa Barack Obama un “sostegno risoluto sul fronte dell’azione antiterrorismo”.

Intanto il  ministero della Difesa russo ha fatto sapere che potrebbe accogliere la proposta del Pentagono sul coordinamento nella lotta allo Stato islamico . Il portavoce del dicastero, Igor Konashenkov, ha spiegato che la Russia “ha esaminato in modo operativo le proposte degli americani sul coordinamento delle azioni nella lotta contro il gruppo terrorista dell Isis sul territorio della Siria. In generale queste proposte possono essere adottate. Bisogna solo definire alcuni dettagli tecnici che saranno discussi oggi dai rappresentanti del ministero della Difesa raso e del Pentagono , ha aggiunto.

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