Bologna, Milano e Torino sono smart

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traffic through downtown

Cosa sono le città smart e quali sono i parametri attraverso i quali si può giudicare smart una città?

Conoscere come stanno le cose, specie per argomenti che ancora non fanno parte del sapere collettivo, è una pratica che fa bene. Per esempio: cosa sono le città smart e quali sono i parametri attraverso i quali si può giudicare smart una città? L’utilità del rapporto “Smart City Index” presentato da EY, sta proprio in questo: viene offerto un inedito spaccato sulla capacità di rinnovarsi delle nostre città.

Ci permette di capire se questi segnali di rinnovamento sono forti o deboli, ci permette di vedere se sono presenti o meno marcate disuguaglianze. Qualcosa di più e di diverso delle classifiche alle quali siamo abituati. Questo rapporto – che è stato patrocinato dall’Agenzia per l’Italia Digitale con il supporto di Ericsson, Indra e Tim – ha analizzato 116 città italiane, utilizzando oltre 470 indicatori. Lo stesso studio classifica lo sviluppo di reti e infrastrutture intelligenti misurando la loro capacità di offrire servizi di qualità ai cittadini.

L’immagine sostanziale che emerge è quella di un Paese ancora spaccato in due e non solo geograficamente: la metà dei capoluoghi presi in esame non riesce a raggiungere parametri sufficienti. Segnale di arretratezza. E’ evidente che le città smart riescono a tenere ritmi di sviluppo nettamente migliori delle altre, in quanto le infrastrutture sono capaci di offrire servizi più adeguati ai cittadini. E si sta parlando di strutture rilevanti quali la banda larga, i servizi digitali che interessano la mobilità, la scuola, la sanità, il turismo oltre alle strutture che facilitano uno sviluppo sostenibile.

Servirebbero pagine e pagine per descrivere minuziosamente questa mappa. Alcuni indicatori possono essere elencati. Sul podio salgono delle città del Nord : Bologna, la Milano dell’Expo, che strappa l’argento a Torino, scesa al terzo posto. Roma perde terreno e scivola dal 4° al 9°. Il Sud mostra un ritardo strutturale: la prima città capoluogo è Napoli, in trentaduesima posizione. Lecce, prima città media, è al 52° posto. Per quanto riguarda la banda larga si conferma il trend di crescita degli scorsi anni, per cui il numero di comuni capoluogo coperti da Vdsl (per oltre il 20% della popolazione) nel 2015 è raddoppiato rispetto al 2014. Sorprese si hanno poi guardando l’innovazione digitale nelle scuole con esperienze positive che, in questo caso, si presentano davvero a macchia di leopardo.

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