Blitz antiterrorismo a Roma: volevano unirsi all’Isis

Terrorismo
Tiratori scelti dei Carabinieri nei dintorni della basilica di San Pietro, in un'immagine del 23 febbraio 2013.  ANSA/ GUIDO MONTANI

I tre uomini fermati volevano unirsi ai guerriglieri islamici in Iraq. Uno di loro: sono pronto “per un’operazione suicida”

Questa mattina, a Roma, è scattata un’operazione anti-Isis dei carabinieri del Ros. Tre i soggetti coinvolti. Due di loro sono stati raggiunti da due ordinanze per associazione con finalità di terrorismo: una è stata notificata in carcere al macedone di 41 anni Vulnet Maqelara, alias Carlito Brigande, già detenuto, mentre l’altra è a carico di un tunisino di 29 anni, Firas Barhoumi, un foreign fighter che si troverebbe in Iraq.

Il terzo uomo è stato invece arrestato la scorsa notte nella capitale. Si tratta di un ventiseienne macedone di nome Abdul Kurtishi. L’arresto è avvenuto per l’accusa di evasione e possesso di documenti falsi. Il giovane si sarebbe messo in contatto con Brigande nei giorni scorsi.

L’origine della storia

Brigande e Barhoumi si sono conosciuti durante un comune periodo di detenzione nel carcere di Rebibbia, tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015. Brigande, il cui vero nome è Vulnet Makelara, sarebbe stato in procinto di partire per l’Iraq per unirsi alle milizie del Daesh. A convincerlo sarebbe stato Barhoumi, che nel frattempo si sarebbe offerto come volontario per compiere, sempre in Iraq, una missione suicida con un’autobomba contro gli “infedeli”.

La perquisizione

L’indagine antiterrorismo inizia grazie ad una normale perquisizione dei carabinieri della Compagnia di Roma Centro. L’occasione è l’arresto, lo scorso novembre, di Brigande già ricercato per reati contro la persona e il patrimonio. Durante la perquisizione, avvenuta nel quartiere di Torre Spaccata, però emergono particolari inquietanti. Lettere scritte in arabo e foto che lasciano intendere una forte adesione al radicalismo islamista attirano l’attenzione degli investigatori. Le indagini che sono seguite, hanno permesso di fare luce sui rapporti tenuti da Brigande. In particolare uno ha fatto accendere l’allarme. Brigande scambiava continuamente diversi messaggi con Firas Barhoumi. Anche negli ultimi giorni prima dell’arresto. Giorni in cui Barhoumi rispondeva direttamente dall’Iraq, dove si trovava come foreign fighter a combattere tra i terroristi dell’Isis. “Prendo una macchina con l’esplosivo dentro per fare un’operazione contro i ‘kuffar’ (miscredenti (ndr)”, gli aveva detto in uno dei messaggi vocali inviati tramite la chat di Telegram, l’app di messaggistica molto diffusa tra i terroristi per l’alto livello di privacy garantito ai suoi utenti.

La conversazione intercettata

Secondo l’accusa Brigande sarebbe stato intenzionato a raggiungere Barhoumi nel teatro di guerra iracheno. A motivare il sospetto un messaggio audio che il 20 ottobre 2015 Barhoumi manda a Brigande tramite il software Telegram. Questa la conversazione, così come riportata nell’ordinanza del gip:

Barhoumi: …andrà tutto bene inshallah…anche se tu vuoi venire qua… posso sistemare tutto per te. Basta che tu fai un programma così anche con documento falso così tu puoi venire inshallah.

Brigande: ..fratello mio, ma io già sono pronto se… mi puoi scrivere le strade, le cose, come faccio, da dove cerco inshallah piano piano di arrivare là.

Barhoumi: …basta tu cerca per venire a Turchia resto ci penso io per te hai capito? Basta che tu venire a Turchia, hai capito?

Brigande: Ok fratello cerco questo mese inshallah… cerco di venire più presto.

Barhoumi: …per me io ho segnato… uno… per una operazione suicida, vuol dire prendo una macchina con l’esplosivo dentro per fare un’operazione contro i kuffar (miscredenti, ndr) inshallah. Però se mi dici una promessa che tu venire dopo un mese io posso allontanare la data dell’operazione.

Lo stesso 20 ottobre, dopo aver contattato un’utenza macedone, Brigande contatta nuovamente Barhoumi: Ho parlato con un amico mio, aspetto la.. la risposta. Serve un po’ di tempo, inshallah, dieci giorni, venti giorni, inshallah… appena lui giusta, ha detto che prendo l’aereo e vado lì dove hai detto tu, inshallah.

 

 

(in copertina un’immagine di repertorio)

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