Birmania, il trionfo di Aung San Suu Kyi

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epa05017559 Myanmar opposition leader Aung San Suu Kyi (C), chairperson of the National League for Democracy (NLD) party, leaves the NLD headquarters after delivered a speech, Yangon, Myanmar, 09 November 2015. Myanmar opposition leader Aung San Suu Kyi hints at victory in her first address since the polls closed a day earlier. 'It is too early to congratulate our candidates that will be victors,' she said at the headquarters of her National League for Democracy party, 'but I think you all have an idea of the results.' She asked her supporters to not be boastful if they win or make the losers 'feel bad.'  EPA/LYNN BO BO

I primi risultati ufficiali confermano le previsioni della vigilia. Sarebbe il primo governo democraticamente eletto in Birmania dai primi anni ’60

In Mynamar, mentre la leader dell’opposizione birmana,Aung San Suu Kyi ha appena invitato alla prudenza sostenendo che “è troppo presto per festeggiare”, i membri del suo partito, Lega Nazionale per la Democrazia hanno annunciato di essere certi di aver conquistato il 70% dei voti. Se il dato trovasse conferma Suu Kyi avrebbe la maggioranza necessaria per formare il governo e diventare premierLa soglia è del 67% dei voti, considerando che alla giunta militare è riservato un 25% dei seggi.

Secondo i primi risultati ufficiali, la Lega Nazionale per la democrazia ha conquistato tutti i primi 12 seggi della ‘camera bassa’ del Parlamento, ufficialmente assegnati dalla Commissione elettorale. Tutti i seggi in questione sono nell’area di Yangoon.

Il partito al potere in Birmania, Partito della solidarietà e dello sviluppo per l’unione (Usdp), ha ammesso la sconfitta. “Abbiamo perso”, ha dichiarato il presidente ad interim del Usdp, Htay Oo, in un’intervista rilasciata all’agenzia Reuters. La commissione elettorale non ha ancora annunciato alcun risultato, ma la Lega nazionale per la democrazia (Nld) ha annunciato che secondo i risultati parziali ha ottenuto più dell’80% delle preferenze nelle regioni centrali del Paese. Fuori da quelle aree, negli Stati di Mon e Kayin, il sostegno è oltre il 65%. Mancano invece i risultati di altri cinque Stati.

Non è ancora chiaro se la Nld otterrà i due terzi dei seggi in Parlamento, necessari per formare il primo governo democraticamente eletto della Birmania dai primi anni ’60. Tuttavia, con il sistema ‘first past the post’ ovvero uninominale maggioritario secco nelle circoscrizioni vinte, una vittoria significativa alle urne lo rende probabile. Il voto rappresenta una svolta nel difficile percorso della Birmania per arrivare alla democrazia, dopo la dittatura militare che ha guidato il Paese per mezzo secolo.

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