Biden: “Non mi candido alle primarie”. Hillary tira un sospiro di sollievo

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epa04984509 US Vice President Joe Biden speaks during the 'Summit on Climate and the Road through Paris: Business & Science Coming Together' in the Eisenhower Executive Office Building in Washington, DC, USA, 19 October 2015. The summit highlighted the 'integral role that businesses play in leading local, national and international climate efforts and what improvements can be made in critical areas such as mitigation and resilience.'  EPA/JIM LO SCALZO

Il vicepresidente degli Stati Uniti annuncia che non parteciperà alla corsa per la candidatura alle presidenziali del 2016

“Non sarò candidato, ma non sarò silente”. Con queste parole Joe Biden ha messo fine alle voci che lo volevano in corsa per sfidare alle primarie democratiche Hillary Clinton. L’annuncio è stato fatto nel Rose Garden della Casa Bianca con al suo fianco il presidente Barack Obama e la moglie Jill.

Il vicepresidente ha ammesso che ormai “è fuori tempo per costruire una campagna elettorale vincente”. Si ritira così dalla corsa, ancora prima di iniziare, quello che per molti era considerato il principale avversario per la nomination democratica della Clinton. Biden ha elogiato l’operato dell’amministrazione Obama, dalla scuola alla sanità passando per la politica estera ed ha precisato: “Abbiamo costruito fondamenta molto solide per il prossimo presidente”.

Dopo la rinuncia di Joe Biden sembra ormai scontata la vittoria di Hillary Clinton, i suoi avversari non dovrebbero impensierirla. L’unico candidato che potrebbe dare qualche problema all’ex segretario di Stato è Bernie Sanders, ma le sue posizioni ‘radicali’ non dovrebbero attecchire nell’elettorato medio democratico. 

Jim Webb, altro candidato dem, ha annunciato il suo ritiro, Lincoln Chafee, Martin O’Malley, Lawrence Lessig non sembrano avere la forza elettorale e programmatica della Clinton. Dunque le primarie democratiche potrebbero finire abbastanza presto, con la Clinton che si potrebbe concentrare sulla campagna presidenziale, mentre nel campo repubblicano si potrebbe assistere ad un duro scontro tra Trump, Bush, Rubio e Fiorina. Un bel vantaggio per l’ex Segretario di stato.

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