Bezos (di Amazon) traduce le notizie per far crescere i clic

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Il Washington Post ha deciso di tradurre alcuni editoriali e articoli in spagnolo, portoghese, francese e italiano

Meglio pochi ma buoni, recita un antico proverbio, rilevando in forma popolare il fatto che la quantità non corrisponde sempre alla qualità. Jeff Bezos, fondatore amministratore delegato di Amazon e proprietario del Washington Post, non la pensa proprio così, almeno per quanto riguarda le strategie editoriali. Non basta avere pochi lettori che magari spendono molto; è molto meglio avere un’audience più vasta magari intascando importi minori. Almeno sul web, dove le dimensioni contano.

Alla Fondazione Niemanlab, Università di Harvard, Jeff Bezos, ha ricordato che il suo giornale ha superato nel traffico on-line il New York Times. Era l’ottobre dello scorso anno. La “lezione” è stata riportata, da noi, da ‘PrimaComunicazioneonline’. Nonostante questa importante affermazione il Washington Post si trova a dover fare i conti con il tema della sostenibilità economica dell’online in quanto «il Post ha sempre saputo incassare un significativo ammontare per singolo lettore online, ma sulla base di un relativamente basso numero di lettori.

Mentre avremmo bisogno piuttosto di incassare meno da ogni singolo lettore online, a fronte, però, di una ben più ampia audience di lettori». Così si tentano nuove strade nel tentativo di allargare il bacino dei lettori, magari in altri continenti e in altre lingue. Il giornale di Jeff Bezos ha così deciso di tradurre alcuni editoriali e articoli in spagnolo, portoghese, francese e italiano. Basterebbe, poi, una semplice modifica del ’template’ per rendere duplicabili gli articoli sul sito anche in mandarino- cinese.

C’è da tenere presente che la scelta, di allargare questa sfera d’influenza non è casale perché sono già, dai di aprile, oltre 19 milioni i lettori internazionali della testata. L’allargamento delle lingue è derivato, almeno nel racconto dell’editore, quasi da un gioco: l’operazione è, infatti, partita dalla pubblicazione di un articolo di una giornalista di lingua spagnola sulla decisione del governo Usa di ripristinare le relazioni con Cuba. Era il 2013 quando il fondatore di Amazon acquistò, per 250 milioni, il giornale dalla famiglia Graham. Disse di avere obiettivi ambiziosi. I risultati gli stanno dando ragione. Ora per completare l’opera si apre a nuovi scenari, guardando avanti e non indietro.

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