Bestemmi su Facebook? Ecco cosa rischi

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People are silhouetted as they pose with laptops in front of a screen projected with a Facebook logo, in this picture illustration taken in Zenica October 29, 2014. Facebook Inc warned on Tuesday of a dramatic increase in spending in 2015 and projected a slowdown in revenue growth this quarter, slicing a tenth off its market value. Facebook shares fell 7.7 percent in premarket trading the day after the social network announced an increase in spending in 2015 and projected a slowdown in revenue growth this quarter.   REUTERS/Dado Ruvic (BOSNIA AND HERZEGOVINABUSINESS LOGO - Tags: BUSINESS SCIENCE TECHNOLOGY LOGO TPX IMAGES OF THE DAY)

La norma di riferimento è rappresentata dall’articolo 724 del codice penale, che può essere applicata anche laddove sia scritta su Facebook

Nonostante essere blasfemi non sia più un reato, chi bestemmia su Facebook rischia una multa compresa tra 51 e 309 euro. E’ quanto previsto dal nostro ordinamento che continua a sanzionare come illecito amministrativo, l’utilizzo in pubblico di invettive o parole oltraggiose contro la divinità, come ricorda lo ‘Studio Cataldi’.

La norma di riferimento è rappresentata dall’articolo 724 del codice penale, che può essere applicata anche laddove sia scritta su Facebook. Quello che si scrive sul social di Mark Zuckerberg è infatti paragonabile a ciò che si dice in pubblico. Un esempio è il blog cattolico Pontifex, che ha avviato una vera battaglia contro i gruppi Facebook nei quali ci si lascia andare alla blasfemia in modo incontrollato.

E’ il caso delle pagine ‘Radio Bestemmia’, ‘Club della bestemmia’ e ‘Confraternita dei frati bestemmianti’, denunciati proprio da tale blog già da diversi anni. L’opera di Pontifex, a garanzia del rispetto della sensibilità cattolica, si sta svolgendo ancora oggi a tutto campo e ha portato già numerose multe. Il blog, oltretutto, pretende anche la chiusura dei gruppi.

Chi pensa quindi che l’articolo 724 del codice penale sia una norma astratta, si sbaglia: il fatto che le conseguenze non siano più penali ma amministrative non vuol dire che la legge sia scomparsa. Essa c’è e il suo rispetto può essere reclamato.

(adnkronos)

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