Bersani: “Renzi non ha il fisico per sradicare i nostri valori”

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Pier Luigi Bersani in una immagine del 21 marzo 2015. 
ANSA/ANGELO CARCONI

Pier Luigi Bersani, intervistato dal Corriere della Sera sottolinea che il premier Matteo Renzi “corre il rischio di un isolamento arrogante”

“Io sono per la stabilità del governo, con forti correzioni nei meccanismi di decisione. L’emendamento su Tempa Rossa ha scoperchiato il vaso di Pandora. Si sta prendendo l’abitudine di assumere decisioni non lineari, senza rispettare i ruoli istituzionali”. Lo dice al Corriere della Sera Pier Luigi Bersani, sottolineando che il premier Matteo Renzi “corre il rischio di un isolamento arrogante. Il suo nuovo inizio ha desertificato il Pd e creato una serie di yes men e yes women”.

“Io vedo un sistema di decisioni in circuiti troppo stretti e troppo spesso extracorporei”, sottolinea. “E’ un problema serissimo, è ora di mettere un alt”. “Il Parlamento non può essere chiamato ogni giorno a un voto di fiducia, il Cdm deve fare il Cdm e i ministeri non possono essere aggirati, a cominciare dalle nomine”. Bersani parla di un “clima di frustrazione che serpeggia nei ministeri, che percepiscono di essere bypassati ed espropriati a livello politico e burocratico”.“L’inchiesta di Potenza disvela un problema enorme a cui dobbiamo mettere urgentissimo rimedio”, aggiunge. “Si può mai pensare di ribaltare tutto il sistema autorizzativo del ciclo degli idrocarburi con un emendamento a una legge di Stabilità, coperchiata dalla fiducia? Decisioni del genere devono essere prese in trasparenza e in discussioni visibili”.

Bersani affronta anche il nodo del referendum sulle trivellazioni del 17 aprile: “Dire che su un referendum indetto dal Pd non si va a votare è una pezza peggiore del buco, quindi io ci andrò. E’ stato commesso un errore, perchè’ con qualche riunione poteva essere evitato e lo dice uno che si trovò a fare il ministro dell’Industria quando all’Ambiente c’era Pecoraro Scanio, non Galletti”. “Fra gli amici dell’ambiente ci vuole qualcuno che voti no. Nei prossimi 30 anni abbiamo una sola possibilità, le nozze tra efficienza energetica, gas e rinnovabili”. Il forfait a Porta a Porta ? “Non ho titoli per censurare un professionista come Vespa, ma dividere la mia serata col figlio di Riina era troppo”.

L’ex segretario democratico Pier Luigi Bersani parla anche di rottamazione: “Renzi sin dall’inizio disse ‘prima di me il diluvio’ e dunque non intendeva rottamare, ma sradicare. Rottamare Bersani è un gioco da ragazzi. In nome del collettivo, come si è visto, si rottama da solo. E’ a sradicarlo da quei valori che ci vuole un fisico che Renzi non ha, perché come Bersani nel Pd ce ne sono a migliaia”. Alla domanda sul perché non fondi un nuovo partito a sinistra, il predecessore di Renzi ha replicato: “No, c’è un sacco di gente che non vuole lasciare il Pd a quella deriva di sradicamento. Non si esce e, come in direzione, si combatte in nome del Pd in condizioni molto difficili”. Bersani ha risposto anche a una domanda sul ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, sotto pressione a causa delle disavventure di suo padre con Banca Etruria. Dorebbe dimettersi? “Le colpe dei padri – ha osservato – non ricadono sui figli, però io non reggerei a un disagio di questo genere. C’è da dire che io sono di un’altra generazione e adesso ce n’è ben altra…”. Infine, ha lanciato un avvertimento in vista del referendum sulla riforma della Costituzione: “Sul Senato non si scherza, dovremo chiarirci. Vale sicuramente un principio di lealtà, ma ci sono caveat insuperabili quando si allude a plebisciti o nuovi partiti”.

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