Bersani: “Renzi sta tirando la volata alla destra”

Referendum
Pier Luigi Bersani partecipa alla Festa provinciale dell'Unità organizzata dal Partito Democratico, Bologna, 08 settembre 2016.
ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Su Repubblica.tv l’ex segretario ribadisce le sue perplessità sull’apertura, da parte del Governo, alle modifiche dell’Italicum: “Se non si è fatta finora ci sarà un motivo”

Non posso perdonare a Renzi e compagnia di aver detto che c’è un giudizio di Dio, quasi dicendo che il nostro Paese è sull’orlo di qualcosa… Io dico che questa è una cosa italo-italiana”. E’ duro l’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel sua intervista a Repubblica Tv. Attacca il premier in modo diretto, senza mezzi termini, e polemizza con l’eccessivo catastrofismo che si è fatto intorno all’esito referendario. “Dopo, – spiega Bersani con un pizzico di ironia – avremo ancora due Camere: il mondo non si preoccupi. Il giorno dopo siam messi come giorno prima, il governo deve stare lì e starà lì. Togliamo la tensione creata in modo colpevole, sennò il giorno dopo abbiam perso tutti”.

L’ex segretario, ora espressione della minoranza Pd, tocca tutti i punti di discussione che stanno animando l’agenda politica degli ultimi giorni. Dal rinvio del referendum, che per Bersani non va nemmeno preso in considerazione per evitare di “aggiungere altri problemi” e limitare il già enorme “distacco tra politica e istituzioni”, alla discussione sull’Italicum. Oggi, nelle anticipazioni del nuovo libro di Vespa in uscita domani, il premier Renzi ha ribadito la volontà di modificare la nuova legge elettorale ma Bersani rimane pessimista. “Se non si è fatta finora, – spiega – c’è una ragione. E non sono ottimista, tutto il resto è ‘stai sereno'”.

Ma se da una parte rimane diffidente, dall’altra Bersani invita Cuperlo, componente della commissione Pd per le modifiche all’Italicum, a fare un ultimo tentativo. “Si parlino, si vedano”, auspica l’ex leader Pd, “Non si sa mai, i miracoli possono sempre avvenire. Ma la logica temo sia sbagliata. Non posso perdonare a Renzi e compagnia di aver imbracciato il tema della riforma per fare uno sfondamento del consenso, aver messo la fiducia sulla legge elettorale e aver detto che c’è un giudizio di Dio” sul referendum, aggiunge.

Durante l’intervista Bersani ha replicato anche alle offese ricevute per il suo No al referendum.  “Io a dispetto di chi mi insulta sto cercando di tenere insieme. – dice –  Prendo l’occasione per dire che da certa gente è più gratificante essere insultati così che essere omaggiati, così che si capisca che io non ho niente a che spartire con questa gente”.

Bersani non ci sta ad essere bersaglio degli insulti e di chi lo accusa di aver voltato le spalle al Pd. “Non mi si dia del traditore – chiarisce –  perché li sbrano davvero”.”Se faccio quel che faccio è perché penso che stiamo tirando la volata alla destra, e con l’Italicum e con la riforma stiamo preparando la cuccia a qualcuno che viene dopo di noi. Noi stiamo semplificando il sistema dicendo: tu prendi il 25 per cento? Ti becchi tutto. Io voglio fermare una strada che ci porta fuori rotta”, aggiunge. “Quelli che stanno governando con i voti che prendemmo nel 2013, tutti quelli che sono lì, dissero che non si toglie l’articolo 18, promisero meno precarietà, mai più condoni, liberalizzare i farmaci. Questo abbiamo detto agli elettori. Mi si vuole riconoscere una esigenza minima di coerenza? Non c’è più niente di quella roba lì. E chiedo: con quali risultati?”, conclude.

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