Clima teso nel Pd: quel botta e risposta tra segreteria e minoranza

Pd
Pier Luigi Bersani in una immagine del 21 marzo 2015. 
ANSA/ANGELO CARCONI

Da Perugia Bersani risponde al premier: “Renzi sta comodamente governando con i voti che ho preso io”. Speranza: “Senza di noi, il Pd non esiste”

Nessuna spaccatura al momento, ma di certo il clima è teso all’interno del Pd, tra segreteria e minoranza. E i toni, che hanno iniziato ad alzarsi già ieri, sono cresciuti sempre di più oggi con le dichiarazioni di Pier Luigi Bersani  e poi di Roberto Speranza dopo che ieri partecipando a Classe Democratica, il premier Matteo Renzi aveva puntato il dito proprio contro la sinistra Pd: “Quelli che mi vengono a dare lezioni dicendo che bisogna avere più rispetto della storia dell’Ulivo sono quelli che hanno distrutto l’Ulivo consegnando l’Italia a Berlusconi. Quando tocca a noi governare, bisogna governale. Abbiamo vissuto per anni con l’idea che Berlusconi fosse invincibile. Non era Berlusconi invincibile, eravamo noi a sbagliare risposta”.

“Sì, lo ammetto, mi sono arrabbiato molto, se mi toccano l’Ulivo… Se al corso di formazione politica vai a dire che la sinistra ha distrutto l’Ulivo, che abbiamo aiutato Berlusconi…”, ha risposto oggi Bersani da Perugia, dove si è svolto l’incontro organizzato da Sinistra riformista. “Ricordo – ha detto Bersani – che il centrosinistra ha battuto tre volte Silvio Berlusconi e che, pochi o tanti voti che io abbia preso, Renzi sta comodamente governando con i voti che ho preso io. Non io Bersani, io centrosinistra”.

“Io, assieme ad altri – ha aggiunto Bersani -, sto cercando di tenere dentro il Pd della gente che non è molto convinta di starci. A volte si ha l’impressione, invece, che il segretario voglia cacciarla fuori. Il segretario deve fare la sintesi, non deve insultare un pezzo di partito”.

E a chiusura della tre giorni a Perugia Roberto Speranza è tornato sulle divisioni all’interno del Pd, partendo dalla stessa partecipazione all’evento da parte della segreteria (era stato invitato Guerini, ma il vicesegretario ha fatto sapere di non poter partecipare e su Twitter ha scritto: “Già da mercoledì ho informato che non sarei andato a Perugia. Non mi sono mai sottratto all’ascolto e al confronto. No a inutili polemiche”).

“In questi tre giorni c’è stata un’assenza, un errore inaccettabile – ha commentato Speranza -. Abbiamo invitato la segreteria Pd, che ha deciso di non esserci. È un errore gravissimo, qual è la paura di confrontarsi, qual è la paura di discutere”. Il problema, ha sottolineato ancora Speranza, è “una certa idea padronale del partito”, quello in cui “per star bene devi cantare ‘per fortuna che Matteo c’è’. No, quella è un’altra cosa, non ci riguarda”.

“Noi non restiamo nel Partito democratico, noi siamo il Partito democratico. Senza il mondo che rappresenta la sinistra e le culture originarie del Pd, il Pd non esiste”, ha aggiunto poi Speranza.

Risponde da Roma, intervenendo a Classe Democratica, il presidente del Pd Matteo Orfini che dichiara: “Credo che Bersani, D’Alema, Speranza, Cuperlo abbiano molto da dire e da dare al Pd. Quello che stanno facendo a Perugia sicuramente è un momento di discussione importante. Però da presidente del Pd voglio dire che non consentirò a nessuno, né dentro né fuori al Pd, di infangare la nostra comunità”.

“Nel momento in cui usciamo dai confini nazionali siamo considerati il governo e il partito più a sinistra d’Europa – ha commentato ancora Orfini -, poi torniamo in Italia e si apre una discussione sul fatto che siamo diventati di destra.  È un dibattito lunare che non capisce nessuno”.

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