Bersani promette battaglia nei circoli: “Se non anticipano il congresso, discuteremo lì”

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Pierluigi Bersani durante il convegno ''Innovazione e contrattazione. La proposta di CGIL,  CISL e UIL per un nuovo modello di relazioni industriali", Roma, 5 Febbraio  2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

L’ex segretario torna a rilanciare l’azione della minoranza contro Renzi: “Su Verdini ci prendono in giro”

Continua l’offensiva anti-Renzi di Pier Luigi Bersani. Già ieri l’ex segretario aveva pronunciato parole infuocate sul secco no che era venuto dai vertici del Pd alla richiesta di Roberto Speranza di anticipare il congresso. E oggi torna sul tema, parlando a Radio Cusano: “Un congresso anticipato sarebbe una cosa buona perché in giro ci sono gli elettori del Pd, quelli che si riconoscono nei valori e negli ideali di sinistra, che avvertono un certo disagio. A gente come me e ad altri dovrebbe essere riconosciuto lo sforzo di tenere attaccate al Pd queste sensibilità”.

L’esposizione mediatica di Bersani è rivolta a rilanciare la riorganizzazione della minoranza, che vedrà un passaggio importante nella convention di Perugia della prossima settimana. Ma quello sarà solo il punto di partenza di una battaglia da condurre con più forza dentro il partito, a partire dai territori: “Hanno risposto malamente all’idea di anticipare un congresso – spiega Bersani – vorrà dire che cercheremo di far vivere noi una discussione su questi punti decisivi nei circoli e nelle varie realtà del partito“.

I “punti decisivi” di cui parla il padre nobile della minoranza sono noti: “Non è vero che il voto di Verdini era necessario e indispensabile per una buona legge sulle unioni civili. Non è vero che c’era bisogno di Berlusconi quando si è fatto il patto del Nazareno. Non è vero, nel caso di Verdini, che si tratta di una nuova formazione politica. Questo è trasformismo particolare e preoccupa perché evidentemente sposta l’asse del governo su posizioni che non sono, ai miei occhi, posizioni di un centrosinistra solido e combattivo”. Su questi argomenti “non intendo ascoltare argomenti che mi sembrano una presa in giro”. Anche se Bersani non molla di un millimetro sul tema della scissione: “Io sono sempre più dentro il Pd”.

Accanto alla preoccupazione per il baricentro politico del partito, l’ex segretario pungola il governo su cui temi sui quali – secondo lui – sta mostrando eccessiva timidezza: liberalizzazioni, banche, sanità, lavoro, politica industriale, rapporto con le forze sociali: “Vedo una eccessiva sudditanza rispetto a poteri forti che un centrosinistra combattivo dovrebbe prendere di punta”.

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