Bersani non crede a Renzi: “Sull’Italicum basta segnali di fumo”

Festa de l'Unità
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L’ex segretario alla Festa Nazionale de l’Unità chiede al premier di “prendere un’iniziativa visibile per togliere l’iper maggioritarismo all’Italicum e fare in modo che il cittadino scelga i propri rappresentanti”

INVIATO A CATANIA – Pier Luigi Bersani non si lascia convincere dalla mano tesa di Matteo Renzi sulle possibili modifiche alla legge elettorale per votare Sì al referendum costituzionale. Bersani non si fida delle parole del premier pronunciate ieri sera a Porta a Porta. Le considera “segnali di fumo”.

Dal palco della Festa Nazionale de l’Unità, a Catania, l’ex segretario dem, intervistato da Claudia Fusani commenta l’apertura del premier sull’Italicum mettendo in chiaro di “non essere più disposto ad ascoltare dichiarazioni verbali”. E con un mezzo sorriso, usando una delle sue frasi più note, ironizza: “Non ci mettiamo per favore a pettinare le bambole”.

E poi, serio, chiede al governo e al Pd di “prendere un’iniziativa visibile ed efficace per garantire che i senatori siano eletti e non nominati e che la legge elettorale venga radicalmente modificata“.

E’ questa dunque la condizione, già rivendicata qualche giorno fa, che l’ex segretario reclama per poter votare Sì al prossimo referendum. Una richiesta su cui davvero non intende fare nessun passo indietro. Perché è vero, sottolinea Bersani, che su molti “difetti di questa riforma ci si può passare sopra, ma sull’Italicum no, non siamo assolutamente d’accordo. Non puoi riformare le istituzioni e poi consegnarle ad una maggioranza deformata. Almeno, non puoi farlo con il mio sì”.

E ancora, incalzato su quale sarà il suo voto al Referendum, ha ribadito: “Bisogna togliere l’iper maggioritarismo e fare in modo che il cittadino scelga i propri rappresentanti altrimenti, stando così le cose, non mi sento di portare avanti quel percorso di riforma. E attenzione perché se si prende una strada sbagliata sul tema della democrazia, non si sa dove si va a finire”.

Durante il dibattito, in cui si è parlato anche di politiche industriali con il viceministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, Bersani ha preso anche le distanze dall’iniziativa di Massimo D’Alema che ha dato vita ai comitati per il No del centrosinistra, sottolineando di non avere intenzione di mettersi a formare comitati: “Io preferisco stare nel solco più logico. Una riforma costituzionale non centra col governo, è un ‘di cui’ dentro la costituzione. Al referendum i cittadini sceglieranno secondo coscienza”.

Una piccola nota di colore, poi, è arrivata a conclusione del suo intervento, da una parte della platea. Alcuni giovani Democratici, in piedi, gli hanno tributato un coro da stadio: “Un segretario, c’è solo un segretario…”, un omaggio che l’ex segretario dem ha accolto con evidente commozione.

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