Bersani: “I problemi dell’Italia non li risolve un uomo solo”

Pd

L’intervento dell’ex segretario Pd alla prima giornata dell’incontro organizzato dalla “Sinistra riformista Pd”

— Liveblog dell’11 marzo con gli interventi di Pier Luigi Bersani e Roberto Speranza 

Ore 19.25  Bersani “Non può esistere un centro sinistra di governo senza il Pd. Può esistere un centro sinistra di testimonianza, ma a noi riformisti non basta”. “Siamo un partito e si ragiona insieme. Se pensiamo che i problemi dell’Italia lo risolvi un uomo solo…”

Ore 19.20 Bersani sulla riforma delle Banche di credito cooperativo: “Se insistono sul principio di cancellare l’indivisibilità delle riserve di una banca cooperativa, io rispondo: ‘anche se metti dieci fiducie non te la voto’. Te la fai votare da Verdini che è un noto esperto di credito cooperativo”

Ore 19.17 Bersani: “La nostra proposta deve essere sociale e liberale. Di liberale non ce n’e’ tanto in giro: dobbiamo alzare quella bandiera”

Ore 19.15 Bersani: “Se non allarghi una possibilità di reddito i consumi non crescono. Le cose da fare cominciano dal fisco: le due misure che ha proposto Visco hanno funzionato in quattro e quattr’otto. Secondo: la buona distribuzione, se salta il welfare, puoi dare tutti gli ottanta euro che vuoi ma se ti capita di fare una ecografia te li sei mangiato già tutti…”.

Ore 19.10 Bersani: “In nome di un rilancio della produttività, pretendiamo che il governo chiami le rappresentanze sindacali. Non c’è bisogno di liturgie da sala verde”.  “L’Europa ha ragione quando ci dice che il nostro problema è la scarsa produttività e allora dobbiamo lavorare sulla organizzazione aziendale”

Ore 19.05  Bersani: “Parto da tre punti: i valori, il programma, l’iniziativa politica.  Viviamo in un contesto nuovo, in 10 anni si è ristretta la base produttiva. Possiamo metterci anche l’ottimismo, altrimenti siam gufi, ma possiamo essere certi che l’incertezza sarà percepita anche dalla nostra opinione pubblica. Io non credo che possano rassicurare i linguaggi futuristici, vitalistici. Dobbiamo dare un bussola, una direzione. Un’esempio: l’uguaglianza. Se aumenta la forbice sociale, aumenta l’instabilità e si mina la crescita”.

Ore 19.03 Bersani: “In uno di quei fulminanti retroscena che ci vengono offerti sui giornali, alcuni sono particolarmente ‘mandati’, è uscito che se nella prossima direzione se non si dimostra lealtà le nostre strade si dividono… Mi son chiesto: hai visto che Renzi vuole uscire dal Pd? Sarebbe una notizia…”.

Ore 19.00 Inizia l’intervento dell’ex segretario, Pier Luigi Bersani: “Roberto Speranza è uno che non ha bisogno di rottamare. Quelli della mia generazione – e qui ce ne sono – non han bisogno di essere rottamati: la nostra generazione di quest’area non ha niente da chiedere. Io dico solo ‘chiedimi chi erano i Beatles’, basta, punto. E Roberto chi erano i Beatles lo chiede: così possiamo andare avanti bene”.

L’intervento di Roberto Speranza —

Ore 17.30 Speranza: “Il centrosinistra può essere ricostruito ma questa non può essere fatto senza il Pd”. “Per questa tre giorni abbiamo scelto questo luogo perché questo luogo è simbolo dell’Ulivo. Di quelle radici di cui noi siamo orgogliosi. Certo, le radici non bastano ma radici forti servono per andare avanti”.

Ore 17.25  Speranza: “Voglio mandare un messaggio al nostro segretario nazionale. Voglio dire a Renzi di fidarsi di più del suo partito, dei suoi iscritti. Voglio dire a Renzi di non fidarsi solo di chi dice sempre di sì. Penso che da questi tre giorni possa iniziare un cammino vero, un cammino per costruire un’alternativa vera interna nel Pd. E’ questo il nostro obiettivo“.

Ore 17.22 Speranza: “Lo voglio dire con chiarezza, arriva un appuntamento importante, quello delle amministrative. Quando si vota nelle grandi città italiane non ci si può nascondere, bisogna fare tutto il possibile per vincere. E noi saremo sempre dove c’è il simbolo del Pd”.

Ore 17.20 Speranza: “Dove va il Pd? Cosa sta diventando il Partito democratico? Le alleanze innaturali sono figlie dell’emergenza o si stanno trasformando in un disegno strategico? Queste sono domande che si fanno i nostri militanti, i nostri iscritti. Queste domande toccano l’identità del Partito democratico. Penso che le risposte a questi quesiti possono arrivare solo da un congresso. Alla classe dirigente dico: non abbiate paura del confronto. Il partito democratico è davvero la più grande speranza per l’Italia”.

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> Diretta streaming e programma dell’incontro

 

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