Bernie Sanders tenta la rimonta, ma la nomination sembra un miraggio

Americana
Democratic presidential candidate, Sen. Bernie Sanders, I-Vt, smiles as he speaks at his primary night rally Tuesday, Feb. 9, 2016, in Concord, N.H. (ANSA/AP Photo/J. David Ake)

Il senatore del Vermont vince i 3 stati in cui si votava questa notte, ma Hillary Clinton è vicina alla nomination

Quando il Senatore del Vermont annunciò la sua candidatura alla nomination democratica in pochi avrebbero scommesso su di lui, molti pensavano che sarebbe stato fuori dai giochi sin dal Super Tuesday. In parte questo scenario si è rivelato veritiero, ma Sanders sta dimostrando la sua indole di lottatore e qualche problema alla super favorita Clinton lo sta creando.

Nella notte si è votato in 3 stati (Washington, Alaska e Hawaii) e il Senatore del Vermont ha fatto il pieno di voti. Tre vittorie nette che, anche se non impensieriscono l’ex Segretario di Stato, suggeriscono la necessità di un cambio di strategia da parte di Hillary Clinton. Sì perché sono 5 le vittorie consecutive di Sanders, tutte con percentuali superiori al 70%. Cinque vittorie consecutive che, anche se non spostano gli equilibri numerici, fanno professare un moderato ottimismo nello staff del Senatore del Vermont. Sono giovani, intellettuali e bianchi lo zoccolo duro dell’elettorato di Sanders, in sostanza l’elettorato più a sinistra tra gli elettori democratici. Anche se come si evince dai risultati il suo messaggio sta iniziando a fare breccia anche nella classe operaia.

 

Democratic_Party_presidential_primaries_results,_2016.svgSanders paga lo scarso appeal negli stati del sud, tutti appannaggio della Clinton. Il vantaggio l’ex First Lady lo ha accumulato lì, ma come si vede della carina (Sanders verde, Clinton giallo) negli stati del Nord il Senatore ha un buon seguito. Le prossime sfide saranno tutte al Nord (Dakota del Nord, Wyoming e Wisconsin) prima della sfida di New York. In queste 4 primarie si vedrà se il Sanders potrà ancora dire la sua, oppure se, come sembra, la nomination andrà a Hillary Clinton.

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