Berlusconi spiato, la Farnesina convoca l’ambasciatore

Sicurezza
Silvio Berlusconi parla al telefono mentre sale in auto dalla sua abitazione nel centro di Milano in una foto d'archivio.
ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO

Anche Silvio Berlusconi era monitorato dallo Special Collection Service (Scs), unità speciale dell’Nsa. A riferirlo un documento di Wikileaks

Secondo Wikileaks anche Silvio Berlusconi era finito sotto l’occhio dello Special Collection Service (Scs), unità speciale dell’Nsa.

In particolare, sul suo sito web, l’organizzazione creata da Julian Assange pubblica il report dell’Nsa di un incontro tenutosi il 22 ottobre 2011 tra l’allora presidente del Consiglio, l’ex presidente francese Sarkozy e la cancelliera Merkel, nel quale Sarkozy avrebbe detto a Berlusconi che “le istituzioni finanziarie italiane potrebbero presto ‘saltare in aria’ come il tappo di una bottiglia di champagne e che ‘le parole non bastano più’ e che Berlusconi ‘ora deve prendere delle decisioni'”. Le fasi che portarono alle dimissioni di Berlusconi sono state dunque attentamente seguite dall’Nsa, che non si sarebbe limitato ad intercettare l’ex premier ma anche il suo staff e in particolare Valentino Valentini, consigliere personale di Berlusconi per le relazioni internazionali.

La Farnesina ha convocato l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America John Phillips per avere chiarimenti sulla incresciosa faccenda. “Ci accingiamo a chiedere informazioni in tutte le sedi, anche con passi formali, sulla vicenda di Berlusconi” svelata da Wikileaks, aveva preannunciato il premier Matteo Renzi all’assemblea Pd al Senato.

Anche Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del Partito democratico, commenta l’accaduto: “Sono convinto che l’azione intrapresa dalla Farnesina con la convocazione dell’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America, John Phillips, sia giusta. Fa bene il nostro Governo a pretendere chiarimenti sulla vicenda delle intercettazioni dell’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e di alcuni suoi stretti collaboratori. Aspettiamo conferme, è una vicenda delicata sulla quale occorre cautela ma anche fermezza nella tutela della nostra sovranità”.

Ad intervenire sull’accaduto anche Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo che ha detto: “Non è giusto che Paesi alleati si intercettino a vicenda. Se è vero, e io credo che lo sia, che i servizi segreti americani hanno ascoltato leader europei come Merkel, Sarkozy e Berlusconi è un fatto molto grave. Le conversazioni dei leader europei rappresentano un rischio per la sicurezza americana? È ridicolo sostenerlo. L’Europa dovrebbe rispondere in maniera diversa agli americani, perché poi non ci si può meravigliare se gli Stati europei restano scettici davanti all’idea di condividere dei dati sensibili con l’intelligence americana”.

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