Berlusconi: “Una mamma non può fare il sindaco”. Renzi: “Certo che può”

Amministrative
Il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, durante la manifestazione di FdI, Atreju, Roma, 27 settembre 2015.  ANSA/ETTORE FERRARI

Il leader di Fi chiude la porta a una possibile candidatura della Meloni a Roma. Renzi: “Una mamma può fare ciò che vuole, ma spero che vinca Giachetti…”

“Certo, assolutamente si'”. Risponde così il premier Matteo Renzi all’uscita da Palazzo Chigi, a chi gli chiede se una mamma può fare il sindaco, in riferimento alle polemiche scoppiate sulle parole di Guido Bertolaso su Giorgia Meloni. “Ma spero che vinca Giachetti”, ha aggiunto Renzi.

Parole in netto contrasto con quanto affermato in precedenza da Silvio Berlusconi: “Le donne hanno cinque mesi di lavoro non obbligatorio” quando diventano mamme, “è chiaro a tutti che una mamma non può dedicarsi a un lavoro terribile” come amministrare Roma “che è in una situazione terribile, ci sono persone che per egoismo di partito cercano di spingerla a questo e a fare il suo male. Fare il sindaco significa stare in ufficio 14 ore al giorno, non credo sia una scelta giusta nell’interesse di Giorgia” ha concluso.

L’ex premier si schiera anche in questo caso con Guido Bertolaso, chiudendo la porta alla possibile candidatura della leader di Fratelli d’Italia. Ieri dopo la frase del candidato sindaco in pectore Giorgia Meloni aveva ricevuto la solidarietà di molte donne, tra cui della ministra Boschi. Oggi continua la polemica sui giornali con Bertolaso che sul Corriere della Sera si difende: “Intendevo tutelarla, a Giorgia voglio molto bene”, mentre secondo l’ex ministro Mariastella Gelmini le parole di Bertolaso sono state dettate da “un atteggiamento protettivo”.

Critica le parole dell’ex numero 1 della Protezione Civile, Debora Serracchiani vicesegretario del Pd: “Si può essere mamma e fare politica, finiti i tempi dei limiti alle donne”. Contro Bertolaso anche la Presidente della Camera Laura Boldrini secondo cui è il momento di dire basta, perché “nessuno può decidere al posto nostro”

 

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