Bce: la ripresa dell’Eurozona dovrebbe ampliarsi ma la Cina spaventa

Economia
epa04705479 President of the ECB, Mario Draghi, arrives for his news conference in Frankfurt/Main, Germany, 15 April 2015. Draghi resumed a news conference after he was attacked by a protester. The woman chanted 'end the ECB dictatorship' and threw confetti on the ECB chief shortly after he begun his press briefing following a meeting of the bank's governing council. The demonstrator was quickly taken away by security guards and the press conference was adjourned.  EPA/BORIS ROESSLER

La Banca centrale europea presenta il nuovo bollettino economico

Nell’area dell’euro prosegue il processo di ripresa e, in prospettiva, è atteso un ulteriore miglioramento. Anche gli Stati Uniti e il Regno Unito mostrano segnali di un recupero dell’attività economica, mentre in Giappone gli indicatori disponibili rivelano un indebolimento delle prospettive di crescita, dopo la vigorosa dinamica del primo trimestre.

È il quadro che emerge dal bollettino economico della Bce. Nel primo trimestre del 2015, sottolinea l’Eurotower, “la crescita trimestrale del Pil reale dell’area dell’euro si è confermata allo 0,4 per cento. L’espansione è stata sostenuta dalla domanda interna, attraverso i cospicui contributi dei consumi privati e adesso anche degli investimenti”. Per l’istituto di Francoforte, “i risultati delle ultime indagini congiunturali, fino a giugno, restano coerenti con il procedere di una crescita moderata nel secondo trimestre”.

Nonostante le note di ottimismo, la Bce resta comunque con i riflettori puntati sull’incertezza della stabilità finanziaria in Cina “lievemente aumentata dopo la brusca correzione dei mercati azionari nel mese trascorso”. Per questo, la Bce continuerà a seguire con attenzione la situazione dei mercati finanziari. “Se alcuni fattori dovessero indurre un inasprimento ingiustificato della politica monetaria – rassicura l’Eurotower – o se le prospettive per la stabilità dei prezzi dovessero mutare in modo sostanziale, il Consiglio direttivo reagirebbe ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del proprio mandato”

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