Bassolino non vuole rompere con il Pd. Verso una lista civica con Valente?

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Antonio Bassolino nella sede del Pd di Napoli per presentare il suo ricorso contro il risultato delle primarie di domenica scorsa a Napoli, 11 marzo 2016. ANSA/CIRO FUSCO

Pochi giorni di riflessione, poi l’ex sindaco inizierà a calare le proprie carte. Ecco a cosa sta pensando

Don Antonio non farà il grande passo. Dopo la bocciatura del suo terzo ricorso da parte dei garanti nazionali del Pd, Bassolino si è preso qualche giorno di pausa per riflettere su come procedere. In questi giorni a cavallo della Pasqua sta limitando al minimo anche i contatti con i suoi. I quali, dal canto loro, appaiono spaccati.

Una parte più intransigente spinge per rompere con i Democratici e andare avanti con una candidatura autonoma: sono i sostenitori ‘storici’, che hanno poco da perdere e vogliono puntare il tutto per tutto. Dall’altra parte, ci sono i più cauti, tra i quali rimane la delusione per l’intransigenza dimostrata dal Pd, ma che non vogliono arrivare alla rottura. Anche perché in ballo ci sarebbero ruoli istituzionali e possibili ricandidature: l’europarlamentare Massimo Paolucci e il consigliere regionale Antonio Marciano sono tra quelli che si muovono in questa direzione.

Bassolino, da questo punto di vista, non avrebbe nulla da perdere. L’ex sindaco non guarda certo a una carriera politica, che ormai è per buona parte alle sue spalle. Né ha particolare interesse a invischiarsi in una battaglia politica che – e di questo ne è ben consapevole – ha buone possibilità di rivelarsi perdente. Sapere che una parte dei suoi non lo seguirebbe è solo l’ultimo tassello di un puzzle che è in buona parte già composto nella sua testa e che lo ritrae ancora sotto le insegne del Pd.

Perché allora ha condotto in maniera così netta la sua battaglia e, soprattutto, perché lascia ancora aperta la strada a qualsiasi soluzione? Chi gli è stato accanto nelle ultime settimane lo ha descritto come sinceramente preoccupato per le sorti della città e delle prossime elezioni. Bassolino, infatti, sa che buona parte dei suoi elettori alle primarie non condividerebbe la scelta di appoggiare la candidatura di Valeria Valente, preferendo a quel punto astenersi o, peggio, votare per de Magistris. Per questo motivo avrebbe preferito un atteggiamento diverso da parte della stessa candidata e, soprattutto, dei vertici nazionali del partito. Un riconoscimento delle sue ragioni che – a suo modo di vedere – avrebbe consentito anche a chi lo ha votato di tenere un filo di dialogo con il Pd. Adesso, invece, è tutto più complicato.

Per questo, oggi, le opzioni che vede di fronte a sé non comprendono tanto l’uscita dal partito e la corsa autonoma, quanto le modalità per partecipare in qualche modo alla sfida a de Magistris. Una lista civica autonoma a sostegno di Valente è una possibilità, per contare e per contarsi, ma anche per provare a riagganciare una parte degli elettori delusi. Meno probabile sembra essere l’ipotesi del disimpegno, visto che ancora ieri ha ribadito l’intenzione di “continuare in ogni caso una battaglia per Napoli: etica, civile e politica”. Qualcosa si riuscirà a capire dopo Pasqua, al termine della pausa di riflessione che l’ex sindaco si è imposto. Poi, qualsiasi sarà la scelta, ripartirà il confronto con il Nazareno per metterla in pratica nella maniera meno dolorosa e – possibilmente – più fruttuosa in vista delle elezioni.

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