A Gorino l’inciviltà vince, cacciati 12 migranti. L’ira di Alfano e Morcone

Immigrazione
image-3

Il paese nel ferrarese diventa il simbolo della non accoglienza. Il ministro degli Interni: “Quella non è Italia”

Alla fine ci sono riusciti. A Gorino, frazione di Goro in provincia di Ferrara, gli abitanti hanno raggiunto il loro obiettivo: scongiurare l’arrivo dei migranti diretti all’Ostello locale, requisito dal Prefetto di Ferrara, Michele Tortora, per affrontare l’emergenza nel piano di accoglienza nazionale.

Eppure ad arrivare non era una moltitudine, ma solo una manciata di profughi (circa 20) tra cui 8 bambini e 12 donne. La Lega Nord di Ferrara l’aveva annunciato fin dal mese di agosto: contro i profughi, alzeremo le barricate. Ed è quello che è accaduto precisamente. Una protesta clamorosa contro la decisione, annunciata da tempo ma notificata soltanto nel pomeriggio di ieri, di ospitare migranti in fuga da guerre e carestia.

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, intervenendo nella trasmissione “L’aria che tira” su La7, ha commentato l’episodio con parole molto dure: “Quello che è successo non è lo specchio dell’Italia”. “Organizzare blocchi stradali non fa onore al nostro Paese. Certo tutto può essere gestito meglio, possiamo trovare tutte le scuse che vogliamo, ma quella non è Italia”, ha detto.

Il prefetto Mario Morcone, capo del dipartimento Immigrazione del ministero degli Interni, ha rincarato la dose stigmatizzato l’azione: “Gli italiani che rifiutano l’aiuto doveroso a donne e bambini sono ottusi, mi vergogno di averli come connazionali. Se non vogliono vivere nello stesso posto dove diamo accoglienza ai profughi – aggiunge Morcone – andassero a vivere in Ungheria”. “Noi – conclude – staremo meglio senza di loro”.

Ad aizzare la folla ci pensa, come sempre, la Lega Nord. Matteo Salvini in un post su Facebook prende posizione. salviniAnche per Alan Fabbri, segretario della Lega Nord Ferrara, ciò che è successo a Gorino e Goro è un’azione da prendere da esempio: “I cittadini di Gorino sono per noi i nuovi eroi della Resistenza contro la dittatura dell’accoglienza” .

I manifestanti avevano posizionato bancali di legno in tre punti d’accesso al paesino del Delta del Po per contrastare la decisione di requisire parzialmente l’ostello/bar Amore-Natura. ”Tenuto conto della saturazione delle strutture già funzionanti”, aveva spiegato la Prefettura in una nota nell’annunciare la misura – è stata decisa la requisizione per ospitare intanto 11 donne, cui si dovranno aggiungere a breve altre sette persone, per un totale di 18 di un ”gruppo di migranti assegnato alla provincia di Ferrara”. Il prefetto Tortora aveva spiegato che la requisizione ”ha carattere eccezionale straordinario” e aveva rivolto un appello ”ad amministrazioni pubbliche, associazioni di volontariato e strutture ecclesiastiche affinché offrano ogni collaborazione”, anche per ”ulteriori esigenze”, verosimili ”anche a breve”.

Dopo le proteste i profughi sono stati dirottati, temporaneamente, ad altre strutture della provincia ferrarese, senza soluzioni di forza, come si era ventilato in un primo tempo.

Sono rimasti esterrefatti dal Pd Emilia-Romagna. Il segretario regionale Paolo Calvano non nasconde il suo turbamento per quanto successo: “Occorre recuperare un po’ di coscienza civile”. L’episodio ha portato lo stesso Calvano, questa mattina, a litigare col capogruppo della Lega nord, Alan Fabbri, fuori dall’Assemblea legislativa. Entrambi ferraresi, Fabbri e Calvano hanno battibeccato sulla porta dell’aula per un minuto o due, insieme alla ex presidente della Provincia di Ferrara, Marcella Zappaterra, con il leghista che punta il dito sulla cattiva gestione della situazione. “E’ assolutamente inaccettabile che alcuni partiti, che dovrebbero avere senso delle Istituzioni e senso di responsabilità – ha detto Calvano – si siano trovati ad aizzare la folla rispetto al fatto che si potessero lasciare per strada 12 donne di cui una incinta di otto mesi”.

A commentare l’accaduto anche Pier Luigi Bersani: “Non confondiamo Goro con quell’episodio. Io non credo che Goro stia in quell’episodio. Ci sara’ qualcuno di Goro e di Gorino che ha fatto una cosa del genere, ma io non ci credo che Goro e Gorino ragionino cosi'”, dice l’ex segretario Pd alla Camera.

Vedi anche

Altri articoli