Per il gestaccio cinque giorni di sospensione a Barani. Nuove indagini su altri episodi

Senato

La decisione del Consiglio di presidenza del Senato sul senatore verdiniano e sul collega D’Anna

“Cinque giorni di sospensione dalle sedute”. Lo ha deciso il Consiglio di presidenza del Senato riunito per esaminare le prove a carico di Vincenzo D’Anna e di Lucio Barani, il senatore verdiniano accusato di aver fatto un gesto osceno all’indirizzo della senatrice M5s Barbara Lezzi.

E’ stato dunque acclarato che il gestaccio di Barani c’è stato. Anche se, a quanto sembra, il video dell’aula non era chiarissimo: ma le troppe testimonianze esaminate nella riunione hanno tolto ogni dubbio.

La decisione è arrivata dopo 3 ore di riunione e una sospensione. L’ufficio di presidenza era stato interrotto, all’inizio della seduta, ai sensi dell’articolo 12 del regolamento che prevede che il consiglio debba essere allargato a tutti i rappresentati dei gruppi presenti al Senato. Mancavano all’appello infatti i rappresentanti delle nuove componenti: il gruppo Conservatori e riformisti (i fittiani) e il gruppo Ala (verdiniani) di cui fa parte proprio Lucio Barani.

Barani rischiava fino a dieci giorni di sospensione. Il massimo della “pena” prevista dal regolamento. La sanzione, invece, si è fermata a soli cinque giorni di sospensione. Uno “sconto” che rende la sanzione ancora più ridicola. 

Ma è evidente che il problema non è quello di 5 o 10 giorni di sospensione, ma di prevedere un sistema sanzionatorio più efficace e anche un governo del comportamento da parte dei capigruppo più stringente.

Nella riunione si è anche deciso che vi saranno accertamenti su altri episodi. Nel corso di queste sedute del Senato, per esempio, la ministra Boschi è stata più volte insultata pesantemente. E non è che gli insulti siano meno gravi dei gestacci.

 

 

 

 

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