Bankitalia “vede” la ripresa: “Ma non fermate le riforme”

Economia
Una donna passeggia in piazza del Duomo a Milano dopo aver fatto shopping questa mattina prima giornata di saldi estivi, 4 luglio 2015.
ANSA / MATTEO BAZZI

Migliorano le previsioni sul Pil, sostenuto da investimenti e da un recupero della domanda interna

Una crescita del Pil dello 0,7% nel 2015 e dell’1,5% nel 2016, dovuta “in larga parte alla dinamica degli investimenti” ma anche a una ripresa della domanda interna, mentre “le misure di riduzione del cuneo fiscale introdotte dall’ultima legge di stabilità sosterrebbero l’occupazione per 0,2 punti percentuali” e “ulteriori impulsi”, che per il momento sono “difficili da quantificare”, arriverebbero dal Jobs Act.

È il quadro positivo tracciato oggi dalla Banca d’Italia nel bollettino economico di luglio. Un “progressivo rafforzamento della ripresa ciclica” più sostenuto rispetto a quello previsto all’inizio dell’anno, mentre i rischi di una ricaduta nel baratro della crisi sono sempre più ridotti, a meno che si diffonda un “indebolimento nella determinazione nel portare a termine le riforme”. Insomma, se le riforme proseguono, il paese cresce.

Bankitalia conferma i dati diffusi dal ministero del lavoro sulla trasformazione di sempre più contratti da tempo determinato a tempo indeterminato per effetto degli sgravi contributivi e “della nuova disciplina del licenziamento individuale prevista dal Jobs Act”. Inoltre “nel bimestre aprile-maggio l’occupazione è tornata a crescere”, mentre si è stabilizzato il tasso di disoccupazione.

Un’altra buona notizia viene anche dall’inflazione che torna a crescere (+0,2%) e potrebbe raggiungere un +1,1% nel 2016.

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