Bangladesh, l’Isis rivendica l’uccisione del cooperante Tavella

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Cesare Tavella, in una immagine del 2011 in Corea del Nord e tratta dal suo profilo couchsurfing (www.couchsurfing.com), ucciso nel quartiere diplomatico di Dacca, in Bangladesh, da uomini armati a bordo di una moto, 28 settembre 2015. 
ANSA/WWW.COUCHSURFING.COM

Cesare Tavella, 50 anni, stava facendo jogging quando gli hanno sparato più volte

Sarebbe stato l’Isis a uccidere a Dacca il cooperante italiano Cesare Tavella. La rivendicazione dell’omicidio è stata diffusa dalla formazione terroristica sui social media. Tavella è raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco mentre stava facendo jogging nella via delle ambasciate della capitale del Bangladesh.

A sparare sarebbero stati due uomini a bordo di una motocicletta, che sono fuggiti dopo l’attentato. La Farnesina ha confermato il decesso del connazionale e ha affermato che sta seguendo il caso ed è in stretto contatto con la polizia bengalese.

Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha espresso il suo cordoglio, a nome del governo, per l’uccisione di Tavella e la sua vicinanza ai familiari. “Stiamo lavorando per verificare la rivendicazione di Daesh”, ha detto Gentiloni.

L’intelligence italiana sta approfondendo i contatti con i servizi collegati nell’area per verificare l’attendibilità della rivendicazione da parte dell Isis, rivendicazione che sembra presentare margini di ambiguità, anche se l’uccisione appare mirata e non frutto di rapina.

Secondo Rita Katz, direttrice del Site, il sito di monitoraggio del jihadismo del web, l’italiano sarebbe rimasto vittima della guerra tra Al Qaida e l’Isis per la supremazia del terrore nel Paese asiatico

Tavelli lavorava per la “Icco Cooperation” nell’ambito del progetto “Proofs” (Profitable Opportunities for Food Security) dove si occupava di agricoltura e di sostegno all’alimentazione. Una persona esperta, abituato a lavorare in strutture non governative dell’Asia.

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