Banche, un arbitrato per rimborsare i risparmiatori

Economia
ANSA/GIUSEPPE LAMI

Si pensa a una valutazione caso per caso sotto l’arbitraggio della Consob: via libera da Bruxelles

“La riforma del sistema del credito è quanto mai urgente”. La questione banche e risparmiatori è all’attenzione del governo e la dichiarazione del premier Matteo Renzi fa presupporre una serie di interventi sulla questione. Per il momento, comunque, la proposta è quella di un arbitraggio affidato alla Consob che valuti caso per caso e un fondo alimentato con un contributo del sistema bancario. E’ la soluzione offerta ai circa 10.500 risparmiatori che hanno visto sfumare i propri investimenti nelle obbligazioni subordinate dal crac dei quattro istituti Banca Marche, Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, Carichieti e Cassa di risparmio di Ferrara. L’ok alla proposta dell’arbitrato arriva anche dall’Ue (“un’ottima idea” dicono fonti della Commissione Ue) e le norme saranno inserite con un emendamento direttamente nella legge di Stabilità.

“Non è possibile che lo Stato paghi direttamente chi ha subito le perdite” fanno sapere da Bruxelles confermando il sostegno alle “intenzioni del governo italiano di permettere ai risparmiatori di chiedere compensazioni alle banche per potenziali vendite abusive di obbligazioni e di ispirarsi alle passate esperienze in altri Paesi Ue con situazioni simili”.

Le specifiche sui casi di rimborso e sul fondo stesso verranno definite dal ministero dell’Economia che fisserà tutti i criteri con un decreto anche se il ministro Padoan ipotizza già che a restituire i fondi anticipati dalle banche siano le plusvalenze incassate con la vendita dei crediti incagliati delle bad bank, mentre la scelta dei risparmiatori avverrà tramite la condizione economica della persona stessa e quindi con l’Isee.

In ogni caso, è necessario, secondo Padoan, “aumentare l’informazione e la capacità di valutazione dei risparmiatori per ridurre le asimmetrie informative e il rischio di abuso. Un risparmiatore poco o male informato è una potenziale vittima di abusi” aggiunge il ministro dell’Economia anticipando possibili misure dell’esecutivo su questo tema. E poi chiarisce la questione del “salvabanche”: senza quella misura gli istituti sarebbero stati liquidati con impatti disastrosi e tutte le imprese che hanno attivato prestiti (circa 200.000) avrebbero dovuto rimborsare a vista i debiti. Con un impatto drammatico sul territorio e per l’economia. Invece – ha calcolato il Mef – si sono tutelati 1 milione di correntisti (con 12 miliardi di depositi), e circa 7.000 posti di lavoro tra dipendenti e indotto.

Nel mirino delle critiche sono soprattutto le authority che dovevano controllare, Consob e Bankitalia. Mentre il governatore della Banca d’Italia difende l’operato dell’istituto. Le situazioni delle banche in dissesto, spiega Visco, ”le consideriamo con un impegno che è massimo, facendo il meglio ed essendo sicuri di aver fatto il meglio”. E aggiunge: nessuna reticenza. ”Riferiremo in tutte le sedi a ciò deputate, con tutta la dovizia di particolari necessaria”.

“Il governo ha fatto un provvedimento non per una situazione ma per affrontare la crisi della banche, dopo la più grande crisi finanziaria del 2009″ ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, parlando con i giornalisti alla Leopolda. “L’abbiamo dovuto fare in condizioni molto difficili – ha aggiunto Delrio a proposito del decreto – perché le regole europee sono cambiate nel frattempo e abbiamo dovuto farlo con molta attenzione e continueremo a farlo cercando di salvaguardare tutti quei cittadini che hanno sottoscritto azioni ed obbligazioni in maniera inconsapevole, non sono stati adeguatamente informati. Questo è un fatto gravissimo che va appunto corretto”. “Il governo italiano, come ha detto il ministro Padoan, che è responsabile di questo procedimento, farà di tutto per trovare le vie per risarcire questi cittadini a cui va la nostra vicinanza – ha aggiunto Delrio – ma dobbiamo anche imparare da questa vicenda che il cittadino va difeso sempre di più da una differente capacità di informazione”.

 

 

Foto Ansa / Giuseppe Lami

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