Banche, il monito di Mattarella: “Episodi gravi. Accertiamo le responsabilità”

Finanza
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con i rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche e della società civile alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Palazzo del Quirinale. Roma, 21 dicembre 2015. ANSA/ US QUIRINALE/ PAOLO GIANDOTTI +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++

Il presidente della Repubblica saluta le alte cariche istituzionali a fine anno e commenta la situazione che si è creata dopo i “gravi episodi” delle banche popolari

“Dobbiamo aver cura della Repubblica per costruire il futuro, evitando conflitti tra istituzioni, completando le riforme, tutelando il risparmio”. Sergio Mattarella saluta le alte cariche istituzionali a fine anno e rimprovera poteri e istituzioni dello Stato che invece di collaborare “sovrappongono i ruoli” e addirittura “entrano in conflitto”, generando sfiducia oltre a “indebolire la società”. E lo fa al cospetto dell’intero governo, davanti ai leader di partito, senatori e deputati, tutti presenti alla tradizionale cerimonia di fine anno. Il Capo dello Stato non tace la situazione che si è creata dopo i “gravi episodi” delle banche popolari, difende le nuove regole di Bankitalia, mentre in platea siede anche Ignazio Visco, ma chiede un “accertamento rigoroso e attento delle responsabilità” e maggiore impegno nella “tutela del risparmio” che è volano per l’economia. E all’Europa dice chiaro e tondo che il nostro sistema creditizio è “più solido di altri” e non ha avuto bisogno di aiuti di Stato come è invece successo in altri Paesi.

In un discorso corposo e con una particolare attenzione al Paese reale e all’Italia che soffre lancia anche un allarme per quanto sta succedendo in Danimarca dopo la proposta del governo di ‘tassare’ gli immigrati in arrivo: “A fronte dei tanti bambini morti in mare, giorno dopo giorno, assume un sapore crudelmente beffardo ferire la dignità stessa dei migranti, prevedendo addirittura di spogliarli dei beni che sono riusciti a salvare nella fuga dalle tribolazioni nei paesi natali”. E poi ancora, non manca un richiamo alla violenza del terrorismo che “ha fatto ingresso nei nostri luoghi e nella nostra vita: dobbiamo sconfiggerla, con le armi della civiltà che abbiamo costruito”.

Infine, una riflessione sul Pil e occupazione. “Il 2015 si chiude con un segno positivo” sottolinea. “Certo, è ancora insufficiente per compiacerci della ripresa, sapendo che un gran numero di nostri concittadini cerca ancora lavoro”. Ma quest’inversione di tendenza, aggiunge, va colta “come un’opportunità” perchè “l’Italia – conclude – è un Paese dinamico e vanno sfruttate appieno le potenzialità di cui disponiamo. Ne abbiamo la responsabilità non soltanto nei confronti della nostra storia migliore, ma soprattutto verso le nuove generazioni”.

Vedi anche

Altri articoli