Banche, la brutta figura di Di Maio a Otto e mezzo

M5S

Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ospite di Lilli Gruber viene più volte corretto nel corso della puntata

Ripreso, corretto, apertamente contestato. Per il vicepresidente della Camera ed esponente in gran spolvero del Movimento Cinquestelle Luigi Di Maio ospite di Lilli Gruber al programma televisivo “Otto e mezzo”  su La7, è stata una sequela di “Onorevole, lei fa una serie di supposizioni”, “Scusi, ma non sta in piedi nemmeno dal punto di vista della costruzione letteraria” oppure “Dobbiamo essere precisi”.

A contestare, correggere, precisare non c’era il ministro né un esponente del governo ne tanto meno del Partito Democratico, ma la stessa Lilli Gruber (visibilmente indispettita) e Paolo Mieli ospite in studio. Così le imprecisioni di Di Maio che, con quell’aria da primo della classe, vuole far passare per informazioni le sue costruzioni “da campagna elettorale” sono state via via corrette, come fosse uno scolaretto di fronte ad una commissione d’esame.

Inizia la puntata e la Gruber chiede informazioni sulla mozione di sfiducia del M5S al ministro Boschi. Di Maio prontamente inizia ad impartire la sua lezione: “Si è verificato un conflitto di interesse enorme nell’ultimo anno, perché tre decreti del Governo intervengono sulla banca della famiglia Boschi”.

La giornalista chiede: “Ma perché lei dice della famiglia Boschi… Banca Etruria non è della famiglia Boschi”. Di Maio allora spiega e lancia la sua accusa: “Il papà era vicepresidente ed era nel cda, il fratello manager e la cognata ci lavorava e lei (il ministro-ndr)  deteneva delle azioni. E’ una banca di riferimento non solo della famiglia Boschi – e qui le accuse si fanno ancora più pesanti – sarebbe interessante andare a vedere coloro che hanno ricevuto questi fidi e questi scoperti, questi finanziamenti, se sono gli stessi che hanno finanziato qualche campagna elettorale del Pd o di Matteo Renzi. E su questo stiamo facendo indagini e denunce”.

A questo punto sarebbe interessante sapere o poter vedere questa denuncia e capire in che modo Di Maio o il M5S stia indagando sul caso. Intanto va detto che la richiesta di sfiducia avanzata dal M5S – che ha trovato una sponda anche da parte di Lega Nord e Forza Italia – basa la sua accusa principalmente sul fatto che il ministro Boschi possedesse circa 1.500 azioni della Banca Etruria. Ma anche sul valore di questo pacchetto di azioni Di Maio non sa a quanto ammonti (o fa finta di non saperlo) e dopo aver balbettato non risponde alla domanda diretta della Gruber e continua con la sua lezione imparata a memoria. Forse perché il valore era di 1100 euro, somma che dopo il decreto del governo è stata persa.

Così dopo aver attaccato Banca d’Italia e Consob spiega: “Uno dei primi interventi era quello sulle banche popolari che ha fatto schizzare il valore delle azioni, il secondo – che ha salvato la banca dal fallimento – ha azzerato i risparmi di migliaia di persone e il terzo salva il padre del ministro Boschi da ogni responsabilità, perché la Banca di Italia è in conflitto di interesse in questa vicenda ed è improbabile che vorrà fare un’azione di responsabilità contro un banchiere coinvolto. Se questa situazione fosse normata con una legge sul conflitto di interessi, non ci sarebbero azioni e parenti di un ministro in quella banca o non ci sarebbe il ministro”.

Alla fine la Gruber sbotta: “Onorevole, lei fa delle supposizioni”. Mieli che sembra fare la parte dell’esaminatore comprensivo lo consiglia : “Non allarghi troppo”. Poi la Gruber precisa ancora: “La banca non è della famiglia Boschi, per favore onorevole, dobbiamo essere precisi”.

Infine Mieli spiega: “Non c’è niente di acclarato. E’ materia da commissione d’inchiesta. L’ipotesi anche letteraria che il padre o il fratello o la cognata che telefonano al ministro e gli dicono qui la banca vacilla e intervieni con poi  l’intero consiglio dei ministri che come ebeti cambiano e scudano il padre della Boschi, io penso non si regge nemmeno come costruzione letteraria: non lo scriverei nemmeno come romanzo”.

 

 

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