Banche italiane di nuovo nel mirino, Piazza Affari sotto pressione

Economia
epa05101077 A Chinese investor looks at a mobile phone showing share price developments at a securities brokerage house in Beijing, China, 14 January 2016. China's benchmark Shanghai Composite bounced back in the afternoon after a weak start with the benchmark Shanghai Composite opening down 2.56 per cent, at 2,874.05 points, past the symbolic 3,000-point mark.  EPA/HOW HWEE YOUNG

L’incertezza brucia i rimbalzi dell’apertura. Riflettori puntati sulla riunione di domani della Banca centrale europea

Dura poco il tentativo di rimbalzo di Piazza Affari che vira in negativo dopo un’apertura all’insegna di forti rialzi. In pochi minuti di contrattazione l’indice principale di Milano, il Ftse Mib, torna di nuovo in negativo affossato dai titoli bancari, da ieri nel mirino del mercato, per poi stabilizzarsi. Mps cambia direzione repentinamente e crolla di quasi dieci punti percentuali, aggiornando i minimi storici e dopo aver registrato una brillante partenza a +6.5%. Forti vendite anche su Banco Popolare (-6,8%), Unicredit (-5,3%), Carige (-4,9%), Bpm (-4,4%) e Bper (-4,3%): le sei banche hanno comunicato ieri sera la richiesta della Bce di una serie di informazioni legate al loro portafoglio di crediti deteriorati. Stando agli ultimi dati diffusi da Bankitalia questi crediti pesano per oltre 200 miliardi sui nostri istituti e Francoforte vuole vederci chiaro provando a classificarli prima di una loro eventuale cessione.

Una delle questioni che sta alimentando le tensioni sui nostri istituti è infatti il tema delle sofferenze bancarie, quei prestiti che molte famiglie e imprese non riescono più a restituire alle banche e che gravano pesantemente sui bilanci di molti istituti di credito. Il governo italiano ha già presentato a Bruxelles una proposta per la realizzazione di una bad bank, un nuovo strumento in grado di acquistare i prestiti deteriorati rimuovendoli dai bilanci delle banche. Nel frattempo, però, complice il periodo negativo delle borse internazionali (legato a diverse variabili, dalla crisi cinese al crollo del petrolio), la volatilità sui titoli del nostro comparto bancario aumenta e continua a generare tensioni.

I riflettori sono ora puntati sulla riunione di domani della Banca centrale europea. Al di là di nuovi annunci (poco ipotizzabili) di misure non convenzionali, Mario Draghi da Francoforte potrebbe rassicurare sulla tenuta del settore bancario, disincentivando le intenzioni speculative, fugando le incertezze e riportando l’ordine sui mercati finanziari.

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