Il decreto banche è legge: ecco cosa prevede, punto per punto

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Il decreto sul rafforzamento del sistema bancario, il cosiddetto dl banche ha incassato la fiducia alla Camera. Ecco cosa prevede punto per punto

Dalla riforma delle banche di credito cooperativo, alle sofferenze bancarie, con l’introduzione della garanzia dello Stato sulle cartolarizzazioni dei crediti morosi (la Gacs) passando per norme di carattere tributario. È quanto prevede il decreto che riguarda alcuni interventi sul sistema bancario su cui oggi il governo ha incassato la fiducia alla Camera. Ora è atteso a Montecitorio il via libera al provvedimento che, visto l’annunciato ostruzionismo dei grillini, potrebbe arrivare non prima di domani. Il decreto è in prima lettura e deve passare in Senato per l’ok definitivo. Vediamo quali sono le principali misure.

RIFORMA BCC, HOLDING O WAY OUT CON IMPOSTA 20% – L’adesione ad un gruppo bancario cooperativo è condizione per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria in forma di Bcc. La commissione Finanze ha confermato la possibilità per le Bcc con un patrimonio superiore a 200 milioni di euro di avvalersi della ‘way out’ estendendo la via d’uscita anche a piccole banche disposte a conferire la propria attività bancaria in una Spa (le riserve indivisibili verranno mantenute e la Bcc conferente sarà obbligata a proseguire le proprie attività mantenendo finalità mutualistiche). Confermata l’imposta straordinaria del 20% da pagare allo Stato se si sceglie la Way out. Ai soci non spetta il diritto di recesso

60 GIORNI PER LA SCELTA DELLE BCC – Le banche di credito cooperativo dovranno scegliere che strada intraprendere (tra la holding o la way out) entro 60 giorni dall’approvazione del decreto.

OK RECESSO BCC DA HOLDING MA SI RINUNCIA A RISERVE – Sarà ammesso il recesso dal contratto di coesione alla Bcc che ha aderito a una holding. Anche se la strada è strettissima: o si trasforma in Spa rinunciando alle riserve o “la società delibera la propria liquidazione”.

MEF DECIDE SOGLIA QUOTA BCC IN HOLDING, ANCHE SOTTO 51% – Il ministero dell’Economia stabilirà, “sentita la Banca d’Italia”, con “proprio decreto” il “numero minimo di banche di credito cooperativo di un gruppo bancario cooperativo” e la “soglia di partecipazione delle banche di credito cooperativo al capitale della capogruppo” anche “diversa” dal 51% tenendo conto però della “stabilità”. Sarà poi Bankitalia a dettare le “disposizioni di attuazione” tra cui i “requisiti minimi organizzativi e operativi della capogruppo”, le “caratteristiche della garanzia” e il “procedimento per la costituzione del gruppo” e i “requisiti specifici, compreso il requisito minimo di patrimonio netto della capogruppo”.

200 MLN PER WAY OUT SI CALCOLANO DA DICEMBRE 2015 – Per il requisito del patrimonio netto di 200 milioni che consente la possibilità di way out si prenderà a riferimento per il bilancio al 31 dicembre 2015.

NASCE FONDO SOSTEGNO PER TRANSIZIONE – Sarà temporaneo e transitorio per supportare l’operazione che terminerà con la formazione del gruppo bancario cooperativo, attraverso uno strumento di sostegno di natura mutualistico-assicurativa.

PIU’ POTERI A CAPOGRUPPO SU VERTICI BCC – In casi “motivati” la holding potrà “nominare, opporsi alla nomina o revocare uno o più componenti, fino a concorrenza della maggioranza, degli organi di amministrazione e controllo delle società aderenti al gruppo e le modalità di esercizio di tali poteri”. Nel testo originario questi casi erano definiti “eccezionali” (parola che è stata cancellata).

SALVE LE BCC DI BOLZANO – È stata approvata in commissione la norma che consente a Trento e Bolzano di costituire autonomi gruppi bancari cooperativi composti “solo da banche aventi sede e operanti nella medesima provincia autonoma, tra cui la corrispondente banca capogruppo”. Allo stato però Trento non ha i requisiti perché le sue Bcc operano anche fuori dalla Provincia.

OK SOTTOGRUPPI TERRITORIALI NELLA HOLDING – Sarà possibile l’eventuale costituzione di sottogruppi territoriali facenti capo ad una banca costituita in forma di Spa diretta e coordinata dalla capogruppo

GACS SIA PER BANCHE CHE INTERMEDIARI FINANZIARI – E’ stata estesa anche agli “intermediari finanziari iscritti all’albo” la Garanzia statale per le cartolarizzazioni delle sofferenze prevista nel testo originario del decreto solo per le BANCHE. Il fondo del Mef passa da una dotazione di 100 milioni di euro a 120 milioni di euro.

SCONTO ASTE SENZA OBBLIGO RIVENDITA SE È PRIMA CASA – L’imposta di registro, ipotecaria e catastale, nelle vendite giudiziarie non sarà più determinata con un’aliquota del 9% (come è attualmente) bensì nella misura “fissa di 200 euro”. Mentre però per le imprese è confermato l’obbligo di rivendere entro due anni, questo stesso obbligo di rivendita salta se il privato acquista una prima casa.

SCONTO MULTE? CON PAGAMENTO ELETTRONICO 2 GIORNI IN PIÙ – Il Codice della strada prevede che si ottenga la sanzione ridotta del 30% se il pagamento è effettuato entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica. Per i pagamenti diversi dai contanti o dal bollettino postale, lo sconto sarà valido se “l’accredito a favore dell’amministrazione avviene entro due giorni dalla data di scadenza del pagamento”, cioè entro sette giorni.

STOP ANATOCISMO SU CONTI CORRENTI E CARTE REVOLVING – La norma punta a mettere fine alla pratica dell’anatocismo, la contabilizzazione degli interessi sugli interessi per conti correnti, conti di pagamento e anche sui finanziamenti a valere sulle carte di credito

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